Il Credito Cooperativo insieme a Caritas, Croce Azzurra e Misericordia per avviare il microcredito

Un momento della firma della convenzione con il vicepresidente Andrea Bulli

BCC Pontassieve ha lanciato un'importante iniziativa per aiutare le famiglie in difficoltà e le fasce più deboli della popolazione: il Microcredito Sociale.

Giovedì 21 novembre, in Sala Don Maestrini e Pontassieve la firma della convenzione tra la BCC e le Caritas Pontassieve, Pelago, Rufina, Bagno a Ripoli, Croce Azzurra e Misericordia di Pontassieve.

Piccoli prestiti fino a 3.000 euro per persone in condizioni di particolare vulnerabilità finanziaria, economica e sociale. L’obiettivo è favorire l’inclusione sociale anche attraverso condizioni di accesso al credito più favorevoli rispetto a quelle ordinarie di mercato, senza spese e commissioni accessorie. I prestiti sono inoltre erogati con un’istruttoria veloce e semplificata.

Occorre sottolineare che il Microcredito non è un'attività di beneficenza. Ha in sé una dimensione economica importante, che punta a restituire dignità e autonomia alle persone. Dare soldi a fondo perduto sarebbe più facile, ma di certo non utile. Anche se concesso a condizioni particolari un prestito deve essere rimborsato, il debitore deve farsi carico degli impegni assunti.

L'obiettivo del Microcredito Sociale è dunque più ambizioso del semplice prestare: punta ad accompagnare le persone verso una più consapevole gestione del denaro, responsabilizzare sull'importanza del risparmio, inserirle in una rete che dia punti di riferimento e consigli.

Per BCC Pontassieve avviare il progetto è stata una scelta naturale: le Casse Rurali in Italia sono nate per combattere l'usura e permettere l'accesso al credito alle categorie più deboli.

La BCC non fa, quindi, che seguire il legame con la propria storia.

Fare microcredito oggi vuol dire rinnovare quella fede, quella speranza di centodieci anni fa.

Il progetto Microcredito Sociale può essere riassunto quindi in due elementi: una sfida e una speranza. La sfida è dimostrare che anche la solidarietà, se lungimirante, può essere efficiente: il prestito se ben gestito, a differenza della beneficenza, autoalimenta i fondi a disposizione e permette di arrivare a più persone, durare nel tempo.

La speranza è che queste iniziative servano a ricondurre l'attenzione dai numeri all'uomo, con le debolezze, i bisogni e i suoi progetti di futuro. Progetti che non sempre sono misurabili, ma che possono comunque essere degni di fiducia. Anche dal punto di vista bancario.

Fonte: Ufficio Stampa

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