
"Dobbiamo iniziare a fare i conti con i maggiori costi che questo fenomeno induce sul sistema socio-sanitario"
"Il costante aumento nella speranza di vita non deve spaventarci: possiamo ancora difendere i grandi principi del nostro sistema sanitario in un contesto in cui la speranza di vita ha ormai toccato 85 anni per le donne e 80 per gli uomini, ma abbiamo il dovere di tentare strade innovative".
Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, ha colloquiato con il demografo Massimo Livi Bacci al termine di una iniziativa, ospitata allo "Stensen", sulla "sfida dell'invecchiamento demografico": una sfida osservata attraverso il rapporto tra salute, sopravvivenza e sostenibilità economica.
Per Rossi è non solo necessario "ridisegnare l'intero sistema di welfare alla luce di trasformazioni demografiche" ma è anche obbligatorio "farlo subito per dare risposte adeguate anche ai problemi delle giovani generazioni".
All'iniziativa, organizzata da Neodemos.it in sinergia con l'Istituto Stensen, sono intervenuti Viviana Egidi (Università La Sapienza), Cesare Cislaghi (Agenzia nazionale servizi sanitari Regionali) e Sabina Nuti (Scuola Superiore Sant'Anna). Filo comune la domanda circa la sostenibilità economica del sistema sanitario nazionale davanti a una longevità che colloca l'Italia ai primi posti tra i grandi Paesi nel mondo.
La popolazione italiana molto anziana (oltre gli 80 anni), già raddoppiata tra il 1970 e il 1990, ha avuto un nuovo raddoppio fra il 1990 e il 2010 e secondo accreditate previsioni raddoppierà di nuovo nel 2050 avvicinandosi a 8 milioni.
Ha introdotto il colloquio Attilio Maseri, cardiologo e presidente della fondazione onlus "Per il tuo cuore".
Rossi ha ribadito la necessità di "affrontare il paradosso di questo nostro secolo": essere, dopo il Giappone, il secondo Paese più longevo del mondo ("e la Toscana più di altre regioni, anche per effetto delle buone politiche sanitarie"), ma trovarsi a fare i conti con i maggiori costi che il maggiore invecchiamento induce sul sistema socio-sanitario.
Tre gli input forniti da Enrico Rossi: rivedere i LEA (livelli essenziali di assistenza) concentrandosi su una popolazione in cui gli over 80 saranno sempre più numerosi ("e con un livello di autonomia ridotto"), riannodare la rete dell'assistenza socio-sanitaria ("inglobandovi da protagonisti le famiglie e il volontariato"), sostenere alcune politiche ("per la fecondità e di sostegno all'immigrazione") che possano mitigare le dinamiche dell'invecchiamento.
Fonte: Regione Toscana
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