Sanità e restauri possono essere volano per l'export in Vietnam. Parola di Vittorio Bugli

Vittorio Bugli (foto gonews.it)

C'è il vino e c'è la moda, ma ci potrebbero essere in futuro anche opportunità per le aziende che operano nella sanità o nel restauro dei beni culturali. Se infatti è risaputo come al Vietnam guardino con interesse i viticoltori (anche toscani), attorno a questi altri due poli potrebbero ulteriormente crescere i rapporti tra Toscana e Vietnam. “C'è interesse, ci sono spazi commerciali e reciproci potrebbero essere i vantaggi” racconta l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, che la settimana scorsa, in una missione durata due giorni, ha guidato nel paese del Sud Est asiatico una delegazione della Regione a cui ha partecipato anche Confindustria, con ventiquattro aziende vinicole ed altri quindici piccole e medie imprese di vari settori.

Gli esiti della missione sono stati oggetto oggi di una comunicazione dell'assessore durante la seduta della giunta.

Pil in crescita e 15 miliardi l'anno di investimenti necessari - Nonostante la crisi internazionale, l'economia del Vietnam è cresciuta nel 2012 del 5% ed altrettanto dovrebbe fare quest'anno e il prossimo. Export, import e commercio viaggiano ancora più velocemente. Il settore del commercio al dettaglio è cresciuto l'anno scorso addirittura del 10,4%. Un'opportunità per tante imprese. Il Vietnam conta infatti 91 milioni di abitanti – il 50% in più dell'Italia su un territorio, 331 mila chilometri quadrati, poco più grande dell'Italia - e sta crescendo di anno in anno una classe media composta soprattutto da giovani, affascinata da gusto e lifestyle occidentali. Moda, articoli in pelle e agroalimentare sono i settori che ne potrebbero più beneficiare e dove la Toscana potrebbe giocare la sue carte. Dalla fine del 2014, grazie ad un accordo con l'Unione europea, diminuiranno anche i dazi sulle importazioni. La sfida è raggiungere il mercato di massa. Ma il Vietnam importa pure macchinari e mobili, prodotti chimici e metallurgici, prodotti elettromedicali e farmaceutici. Inoltre ha necessità di investimenti e infrastrutture per qualcosa come 15 miliardi di euro l'anno oltre a costituire un'interessante porta di ingresso, una sorta di hub, per l'intero e più vasto mercato asiatico.

Un 'Desk Toscana' in Vietnam – Bugli ne ha parlato con il Direttore generale del dipartimento delle Relazioni internazionali del Ministero dell'industria e commercio, Ho Quang Trung, che già aveva visitato la Toscana in occasione di una precedente missione organizzata da Toscana Promozione. Al centro dell'incontro il “desk Vietnam” ospitato presso Toscana Promozione e i quaranta contatti tra imprese generati, convenendo sull'opportunità di realizzare un Desk Toscana in Vietnam - in collaborazione con Ambasciata ed Ice - per dare un punto di assistenza alle piccole e medie imprese sugli aspetti amministrativi. “Il signor Trung – racconta l'assessore - ci ha segnalato anche le opportunità che dalla fine del 2014 deriveranno dall'accordo tra Vietnam e Unione Europea, con una riduzione dei dazi sull'import, che produrrà sicuri benefici per l'ingresso nel paese dei nostri prodotti di maggiore appeal, ad esempio il vino. In questo caso gli industriali toscani presenti all'incontro hanno puntualmente sottolineato come il Vietnam possa candidarsi al ruolo di hub di imprese toscane per il sud-est asiatico, anche verso altri paesi come la Cina”.

Ospedali in crescita - Tra gli investimenti, accanto a strade e ferrovie, servizi per le immense metropoli , porti, aeroporti e centrali elettriche, ci sono anche gli ospedali. “Ho incontrato il vice direttore delle relazioni internazionali del ministero della Salute del Vietnam, il dottor Coung – spiega Bugli – che mi ha illustrato i loro piani sugli ospedali pubblici, segnalandomi ad esempio l'assenza di imprese italiane dalla gare di acquisto di tecnologie emesse dal ministero della pianificazione e degli acquisti”. Da qui un doppio impegno “La Toscana – racconta Bugli - invierà due schede, una sul funzionamento del sistema sanitario regionale, perché formazione e gestione sanitaria potrebbero essere terreni di collaborazione, e un'altra sulla tipologia di imprese e tecnologie biomedicali di origine toscana. Il ministero vietnamita, da parte sua, ci fornirà un dettaglio dei bisogni sanitari prioritari e dei prodotti acquistati o che saranno oggetto di future gare internazionali”.

Pagode e tesori millenari da restaurare - Di beni culturali l'assessore ha parlato invece durante un secondo incontro avuto con il dottor Ha, direttore per gli affari esteri del comitato popolare della municipalità di Hanoi: un agglomerato urbano che con 32 distretti estesi per 3.500 chilometri quadrati conta 7,5 milioni di residenti, una grande e moderna metropoli che convive con una storia antichissima e millenaria e 3.000 pagode storiche meritevoli di restauro. “Il restauro conservativo – riferisce l'assessore – potrebbe essere un 'ponte' tra Toscana e Vietnam. Nella nostra regione ci sono istituti di eccellenza, a partire dall'Opificio delle pietre dure, ci sono centri di ricerca universitaria avanzati e un settore industriale specializzato nel restauro conservativo”. Anche in questo caso l'incontro si è concluso con un doppio impegno: una lista, da parte del Vietnam, di potenziali siti storico-culturali suscettibili di interventi di recupero e indicazioni, da parte della Regione, su competenze e tecnologie toscane sui beni culturali. Vivo Interesse è stato dimostrato anche per scambi tra università.

Fonte: Regione Toscana

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