Don Amati ricorda la Madonna di Fatima: "In migliaia commossi per l'arrivo dell'elicottero e quanta gente alle processioni"

Don Pierfrancesco Amati e la Madonna di Fatima a Certaldo (foto gonews.it)

Il parroco però invita la comunità a proseguire nel cammino di fede che deve essere "decisamente più profondo" perchè "ci viene chiesto di sperimentare come la fede possa rendere più interessante la vita"


Don Pierfrancesco Amati, parroco di Certaldo, con una lettera ai fedeli, parla della presenza della Madonna di Fatima che ha caratterizzato la comunità nelle scorse settimane:

Tutti siamo ancora pieni di stupore e di gratitudine per quello che abbiamo vissuto e visto durante la settimana della presenza dell’immagine della Madonna Pellegrina di Fatima a Certaldo. In tanti siamo rimasti commossi nel vedere quanta gente si è sentita attratta a venire in chiesa in quei giorni oppure quanti hanno manifestato il proprio affetto partecipando ai gesti pubblici delle processioni, dall'arrivo in elicottero nella zona della piscina fino all'addio in Piazza della Libertà. Si è trattato di un evento davvero
unico per il nostro paese che non viveva da cinquant’anni un fatto del genere. Innumerevoli poi i particolari che hanno coinvolto le singole persone e che hanno destato stupore e commozione. Avremo molto tempo per rimeditare su quanto è accaduto e per far sì che quell’evento di grazia non si disperda né si dimentichi ma possa incidere sul nostro quotidiano. Alcune domande però mi sembra necessario porle da subito: per me cosa è successo? Cioè come la mia persona ha reagito ed è stata toccata da questo
evento? Il vedere tanta gente cosa ha provocato al mio cuore? Mi pare necessario, infatti, passare da una reazione emotiva ad una più profonda e ragionata che valorizzando ed accogliendo tutta la portata dell’emozione porti ad un passo ulteriore nella mia persona.

La fede infatti, deve diventare sempre più possesso e certezza personale se vuole resistere dentro un contesto dove tutto le è ostile; in tal modo poi essa diventa anche forza propositiva e missionaria. Se abbiamo assistito ad un movimento di popolo occorre che questo diventi il movimento del mio “io” perché tutto non si riduca subito in un bel ricordo che però non ha alcuna forza per restare un presente capace di cambiare l’oggi. Io perché mi sono mosso? Cosa cercavo in quello sguardo così capace di generare pace pur nel travaglio del quotidiano che permane? Cosa significa che mi sono sentito guardato  personalmente dagli occhi materni di Maria? Come Lei mi ha indicato Gesù? E ora che quella immagine della Madonna pellegrina non c’è più sono tornato alla normalità come dopo una splendida parentesi oppure continuo a cercare quel volto? In fondo anche per i pastorelli di Fatima, Francesco Giacinta e Lucia, si è posto lo stesso interrogativo: certi di non aver sognato ma come proseguiva l’esperienza che avevano provato nei vari appuntamenti che la Madonna aveva dato loro, una volta che erano terminati. Le apparizioni si sono concluse ufficialmente il 13 ottobre del 1917 ma lì non si è concluso il loro cammino di santità. Anche perché c’è una normalità con la quale Maria e Gesù continuano a farci compagnia: i Sacramenti e la vita della Chiesa. E poi c’è la nostra preghiera, l’offerta dei sacrifici, le piccole penitenze e il quotidiano pieno di segni che chiedono solo di essere guardati e riconosciuti. Ora è il tempo del cammino di conversione personale, meno spettacolare rispetto ai giorni trascorsi ma decisamente più profondo. Ci è chiesto di sperimentare come la fede rende più interessante la vita, anzi di sperimentare e capire che solo nella compagnia con Gesù la vita diventa interessante. Una sfida da affrontare e non un peso da sopportare. Tutti siamo chiamati a darci testimonianza su come sta proseguendo l’evento straordinario che per una settimana ha reso spettacolare la nostra vita a Certaldo. Di questo abbiamo bisogno noi come tutti gli abitanti del nostro piccolo paese che per una settimana è stato la nuova Fatima.

Fonte: Don Pierfrancesco Amati, parroco di Certaldo

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