Sciopero generale dei sindacati per far ripartire il lavoro, la Cgil: "Ogni giorno 10 richieste per la cassa in deroga ma non c'è chiarezza sui fondi"

Sergio Luschi, coordinatore Cgil Empolese - Valdelsa e Rossano Rossi, segretario Cgil Empolese Valdelsa (foto gonews.it)

Il segretario Rossano Rossi e il coordinatore Sergio Luschi spiegano che saranno oltre 750 i lavoratori che marceranno su Firenze. In alcuni casi non 4 ma bensì 8 ore di stop: "C'è la volontà di non abbassare la testa. In busta paga servono almeno 100 euro per poter risollevare la situazione"




I tre principali sindacati italiani uniscono le braccia mercoledì 13 novembre in occasione dello sciopero generale che si focalizza sulla necessità di rifinanziare la cassa integrazione, dare certezze agli esodati, ridurre le tasse ai lavoratori e ai pensionati, rivalutare le pensioni e al ripristino della contrattazione nel pubblico impiego. Le manifestazioni che si terranno in tutta Italia interessano anche la Toscana che si ritroverà a Firenze alle 9.30 in piazza dei Cavalleggeri per un corteo e comizio conclusivo in piazza Ognissanti. La Cgil di Empoli ha presentato l’iniziativa oggi, lunedì 11 novembre, nella sua sede con il segretario dell’Empolese – Valdelsa, Rossano Rossi e il coordinatore Sergio Luschi. Si tratta di uno sciopero generale di 4 ore che vede in campo una massiccia partecipazione di lavoratori ed aziende dell’Empolese Valdelsa.

Sono circa 750 le persone che si muoveranno da questo territorio, ma vi sono ancora molti altri che si stanno organizzando per spostarsi con mezzi propri. La Cgil ha previsto 15 pullman con partenze da Empoli (057194120) dal parcheggio del centro Coop alle 7.45, Castelfiorentino (057164053/61620) al parcheggio dello stadio alle 7.45, Certaldo (0571668060/665378) zona mensa alle 8, Poggibonsi, davanti la prefettura alle 8.15 e Fucecchio (057120187), piazza XX Settembre alle 8.

Inoltre alcune aziende del territorio hanno deciso, di propria iniziativa, di estendere l’orario di sciopero fino a 8 ore. Rossi: “La risposta da parte dei lavoratori è fortissima, abbiamo avuto poco tempo per fare le assemblee ma nessuno di loro vuole piegare la testa.

Non ci siamo mai scaldati con il governo delle larghe intese perché aveva promesso poche cose in una situazione di assoluta emergenza”. Tra esodati, cassa integrazione in deroga e richieste bloccate c’è il rischio paralisi: “Riceviamo quotidianamente richieste di accesso di ammortizzatori sociali, anche 10 unità il giorno. Adesso alcuni stanno riscuotendo giugno, ma devono ancora avere tutti gli altri mesi. Non ci sono casi nell’Empolese Valdelsa dove, superata la fase di cassa integrazione, c’è stata una ripartenza. Il cuneo fiscale va ritoccato, in busta paga servono almeno 100 euro in più, non le briciole”.

Il coordinatore Luschi: “Con la crisi è aumentata la forbice di chi si è arricchito e chi invece è diventato sempre più povero e adesso abbiamo di fronte una legge di stabilità dove non c’è equità”

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