Anniversario della brigata Spartaco Lavagnini, un corteo e tante lacrime dei partigiani

L'inaugurazione del monumento alla Resistenza a Palazzo Maccianti a Certaldo (foto Comune di Certaldo)

A Palazzo Maccianti giù il velo con un monumento per ricordare la Resistenza. Gonfaloni dai Comuni di tutta la Toscana, il sindaco Campinoti: "Opera doverosa, ma il ricordo serve per portare avanti questi valori e le battaglie"


Una giornata da ricordare e da segnare nei libri di storia a Certaldo quella di sabato 9 novembre, momento focale per non dimenticare il 70° anniversario della Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini”, e uno dei suoi fondatori, il pedagogista Bruno Ciari.Costituitasi proprio in Certaldo, nel novembre del 1943, la Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini” aveva nelle sue fila fin da subito il certaldese Marcello Masini, classe 1925, che è stato poi sindaco di Certaldo dal 1955 al 1975 ed è l’unico ancora vivente dei fondatori, ma anche Bruno Ciari, anch’egli certaldese, classe 1923 che, conclusa la Resistenza e dopo la vittoria della Repubblica, divenne uno dei pedagogisti più importanti del dopoguerra fino al 1970, anno della sua morte. A suggellare questa importante giornata l’inaugurazione di un’opera di un altro grande artista che la Resistenza la ha vissuta come volontario della guerra di Liberazione e ricordata in molte sue opere, Gino Terreni, classe 1925. E’ stato proprio Marcello Masini a parlare, dopo l’introduzione dell’assessore alla cultura Giacomo Cucini, di quella storia, interrotta più volte tra le lacrime e gli applausi di chi non ha vissuto quei momenti ma che ascolta in silenzio il racconto di anni e lotta per la conquista di quei diritti che oggi viviamo sulla nostra pelle quotidianamente. Un corteo che si è ritrovato in piazza Boccaccio intorno alle 15 con decine di gonfaloni dei Comuni e di varie sezioni dell’ANPI della Toscana si sono dirette in via Borgo Garibaldi fino a Palazzo Maccianti per l’inaugurazione di un monumento legato alla Resistenza, la scultura in marmo, opera dell’artista empolese Gino Terreni. Fra i tanti volti e gonfaloni ricordiamo il sindaco di Montaione Paola Rossetti, l'assessore regionale al bilancio Bugli,il consigliere provinciale del PD Federigo Capecchi, il segretario del PD di Certaldo Yuri Furiesi, l'assessore Francesco Dei e Francesco Betti, l'assessore all'ambiente di San Gimignano Benenati, il Comune di Gambassi Terme, Castelfiorentino, Monteriggioni e Capraia e Limite. Decine anche i gonfaloni delle ANPI di tutta la Toscana Il sindaco di Certaldo Andrea Campinoti: “Una giornata straordinaria che ci ha consentito di rievocare sentimenti e passioni di un passato che è quanto mai vivo, con le drammatiche riflessioni di chi ha vissuto quei momenti. Ci siamo impegnati con questo monumento, un doveroso ricordo per proseguire in un nuovo impegno e motivazioni per fare di più e non dimenticare così il passato”.

A conclusione degli interventi, l'assessore regionale Vittorio Bugli, in rappresentanza della Regione Toscana, ha ricordato l'alto prezzo pagato dalla nostra regione e soprattutto dalle donne, plaudendo alla scelta del Comune di posizionare questa scultura, che "racconta" la storia e i valori della nostra democrazia, nella sede della biblioteca e degli uffici comunali, luoghi dove si formano i giovani e dove si incrociano la vita sociale ed economica, il passato e il futuro del comune.

L’opera è costata 37mila e 600 euro (la notizia della sua commissione è del febbraio 2011 in una determinazione) e si tratta di un alto rilievo in marmo che rappresenta cinque figure, un partigiano legato per i polsi, due antifascisti tra le sbarre, la pace nel centro, una madre con il figlio sulle spalle che libera una colomba, che – come recita la determinazione – rappresentano la storia di Certaldo del secondo conflitto e il trionfo poi della pace scolpita nel centro dell’opera. L'artista Gino Terreni, dopo la scopertura della scultura, un altorilievo di marmo bianco, ha spiegato come la sua opera intenda rappresentare sia le sofferenze che precedettero e caratterizzarono la guerra, che la lotta di Liberazione e, soprattutto, la rinascita del Paese, simboleggiato dalla donna che sostiene e mostra il neonato. Non solo Resistenza ma anche grandi intellettuali ed educatori, come Bruno Ciari che in tanti a Certaldo ricordano ancora con grande affetto. Si è tenuto infatti sabato anche un convegno nell’auditorium della scuola media statale “Giovanni Boccaccio’ per la riedizione del libro ‘Le nuove tecniche didattiche’ di Bruno Ciari. Nato nel 1923 a Certaldo, Ciari diventa noto nel 1962 quando pubblica il libro Le Nuove Tecniche Didattiche presso Editori Riuniti ed entra a far parte della redazione della rivista «Riforma della scuola». Dal 1966 al 1970 a Bologna è poi nella direzione delle attività parascolastiche ed educative del comune, che – anche per il suo contributo – diventa un punto di riferimento per tutta la realtà italiana, in particolare per le esperienze della gestione sociale della scuola dell’infanzia e per la qualificazione della scuola a tempo pieno.

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