
Bini e Gaccione: "La piana di Villanova sarà sventrata, si è detto di no al recupero dell'ex kartodromo di Marcignana e al cimitero degli animali. Nel frattempo fare un alloggio per un figlio sarà un'impresa"
"Come la stampa ha ampiamente documentato, in questi giorni Empoli è riuscita ad arrivare alla fine d’un travaglio durato quasi quattro anni.
Era infatti il gennaio 2010 quando “scadeva” il primo regolamento urbanistico (R.U.) del nostro comune e, con esso, tutte le previsioni per piani attuativi e per le aree soggette a vincolo d’esproprio.
Potremmo pertanto ironizzare con una certa facilità ed efficacia sulle parole dell’Assessore Mori secondo il quale l’approvazione sarebbe avvenuta in “tempi record” (peccato infatti per i quattro anni di colpevole ritardo che hanno bloccato la città dando nel frattempo indirizzi tra loro mutevoli e contrastanti: prima i “volumi zero” e poi, dietrofront, i 400.000 mq di nuova superficie residenziale del quadro previsionale strategico del secondo r.u; una previsione sul futuro che metterà in discussione, in quanto meno appetibile, la stessa realizzabilità dei piani di recupero prioritari per la città nel prossimo quinquennio). Potremmo ironizzare sul fatto che le opposizioni - e noi certo rispondiamo per la nostra parte - non avrebbero tenuto un comportamento “propositivo” (invitando in tal senso a leggere uno gli ordini del giorno che abbiamo presentato su http://www.facebook.com/federazionesinistra.empolesevaldelsa oppure a seguire sul sito del Comune una a caso delle repliche dei nove Consigli Comunali tenutisi sulle 290 osservazioni dei cittadini dove apparirà chiaro, forse a tutti tranne che all’Ass. Mori, chi abbia realmente e fattivamente provato a migliorare questo regolamento).
Potremmo anche ironizzare sul percorso partecipativo tanto sbandierato, un percorso che la stessa CNA, in un’osservazione (peraltro accolta!), ci dice non essere mai avvenuto, tanto da invitare a realizzarlo in un secondo momento. Potremmo ironizzare anche sulla tanto scampanata “visione d’insieme della città”, una visione che difetta: di una programmazione seria delle aree produttive (riservata a successiva variante con un regolamento che parte già mutilato di una componente fondamentale soprattutto in questa fase di crisi!), di un adeguato piano urbano del traffico (scaduto nel 2008 e mai rinnovato nonostante le ripetute richieste), di un piano per la protezione civile (scaduto nel 2003 e quantomai necessario visti anche i recenti eventi meteorici), di un’adeguata valutazione puntuale degli edifici soggetti a vincolo (risalente ai primi anni ’80, basata solo sul criterio temporale degli immobili e foriera di vincoli impropri come dimostrato dalle numerose osservazioni dei cittadini in materia).
Potremmo ironizzare per la tanto osannata capacità d’ascolto della città che si sarebbe concretizzata nell’accoglimento di tante osservazioni, un accoglimento che, temiamo, abbia invece contribuito a favorire le concessioni ai poteri forti piuttosto che ad agevolare quei piccoli interventi necessari al miglioramento della qualità urbana, al recupero edilizio ed alla risoluzione del problema sempre più pressante della casa per molti concittadini (proprietari e non). A tale riguardo siamo infatti convinti che molti “osservanti” che magari si son visti rispondere in modo positivo, avranno delle spiacevoli sorprese quando leggeranno i contenuti degli accoglimenti totali o parziali alle loro doglianze, spesso tali solo sulla carta...
Vogliamo invece concentrarci su alcuni esempi delle tante incongruenze del presente regolamento.
Lo sapete che se si vorrà effettuare una sostituzione edilizia (un recupero di un’immobile in ambito periurbano precedentemente destinato ad altri scopi) per realizzare 5 appartamenti di 80 mq per un totale di 400 mq (con possibili impatti negativi sul territorio ed effetti speculativi) continuerà ad esser sufficiente, nonostante i moniti della Regione Toscana, un permesso a costruire rilasciato dall’ufficio, mentre se una famiglia vorrà riutilizzare un volume di 70 mq per realizzare un alloggio per un figlio o un familiare dovrà effettuare un costoso piano di recupero (che dovrà passare per ben due volte dal Consiglio Comunale)?
Lo sapete che mentre si procederà a sventrare la piana agricola di Villanova tracciando la famosa bretellina dalla nuova Cabel allo svincolo Empoli est in quello che è definito il “polmone verde della città” dal nostro piano strutturale (peraltro aggravando l’impatto viario sulla via di sottopoggio), si è detto no a piccole richieste di buonsenso quali il recupero della ex pista di go kart di Marcignana (da riconvertire in centro guida sicura/pista per ciclocross e che pertanto resterà un’area abbandonata per chissà quanto) oppure l’individuazione di un’area da destinare a cimitero degli animali?
Lo sapete che mentre ci si riempie la bocca di tante belle parole sulla ripartenza degli investimenti in edilizia e sull’edilizia biosostenibile come motore di un nuovo sviluppo, si è bocciato l’idea di poter coprire i posti auto su resede privato per l’installazione di pannelli fotovoltaici? Sul tema si potrebbe peraltro insistere con diversi esempi anche perché tra le cose promesse per il futuro (e per le quali evidentemente i 4 anni di ritardo di questo piano non sono bastati) c’è anche il regolamento bioedilizio, approvato da oltre due anni da alcuni comuni del territorio su una bozza redatta, tra gli altri, anche dal nostro ufficio...
Lo sapete poi che mentre si pensa di costruire qualcosa come 20.000 mq di superficie utile nell’area del palazzo delle esposizioni (peraltro con un’altezza di 20 mt nell’area che fu il “piaggione” di Empoli) le previsioni per l’edilizia sociale dell’intera città scendono da 19.000 mq a poco più di 13.000?
Lo sapevate che mentre chi farà grandi interventi edili potrà ricercare gli standards necessari (scuole, verde pubblico, ecc...) anche in altre utoe (macroaree), svilendo così i capisaldi della qualità di vita del nostro territorio ed allontanando i servizi dal luogo in cui si vive, al contempo, si rinuncia, forse definitivamente, al completamento del parco di serravalle?
Lo sapete infine che mentre da un lato si consente di cambiare con disinvoltura destinazione d’uso a quella che è stata la ex Coef (aggravando ulteriormente le problematiche dell’area di Corniola) nulla s’è fatto, pur a fronte di tante dichiarazioni sulla difesa del manifatturiero, affinché l’azienda vetraia Cev, sopravvissuta all’ecatombe delle vetrerie empolesi, uscisse dalla bizzarra cassa d’espansione in cui è stata relegata dall’Autorità di bacino?
Potremmo proseguire a lungo ad elencare le stranezze di questo regolamento, che certo contiene anche alcuni aspetti positivi, per esempio sul centro storico, ma che nel complesso non sta sicuramente dalla parte della città.
Un’Empoli della quale non da una visione d’insieme, uno slancio prospettico verso il futuro e nella quale, temiamo, ci sarà sempre meno spazio per sostenibilità ambientale e sociale e sempre più spazio per la rincorsa al prossimo ricatto occupazionale, alla prossima variante ad hoc, alla prossima emergenza".
I documenti della Federazione della Sinistra
Gruppo Rifondazione Comunisti Italiani Comune di Empoli - Gabriele Bini e Paolo Gaccione
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