
L'adesione allo sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori dei porti a Carrara, Livorno e Piombino ha toccato picchi di oltre il 90 per cento. Lo comunica in una nota la Filt Cgil Toscana. Ai varchi di entrata e di uscita di ogni porto c'è stato un volantinaggio per spiegare i motivi dell'agitazione da parte dei lavoratori e dei sindacati. Le motivazioni dello sciopero, spiega la nota del sindacato, risiedono principalmente nella fase di stallo in cui si è venuto a trovare il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale con le posizioni delle controparti che, a oltre dieci mesi dall'inizio della trattativa, rimangono distanti.
Con lo sciopero i sindacati dicono ''no'' anche al tentativo di smembramento dell'impianto regolatorio della legge sui porti 84/94 che produrrebbe effetti devastanti sull'organizzazione del lavoro e sul mercato delle imprese a spese dei lavoratori dei porti. ''Un risultato ottimo, più che soddisfacente - ha commentato Riccardo Barontini, responsabile Attività portuali di Filt Cgil Toscana - Non dimentichiamo che scioperare costa, soprattutto in un momento di crisi economica. Ma il fatto che ci sia stata una così alta adesione testimonia che i lavoratori sanno come a rischio non ci sia solo il contratto, ma il lavoro portuale in quanto professione''.
''Oggi, dunque, è arrivato un messaggio che parla di una vera e propria presa di coscienza dei portuali - conclude -: vogliamo difendere il nostro lavoro, la nostra identità, con grande determinazione. Ora aspetteremo l'evoluzione della trattativa nazionale coi firmatari del nostro contratto''.
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