Querelle sul tesseramento, botta e risposta tra Paolo Londi e Vannino Chiti. Il senatore conferma la sua posizione

Paolo Londi, a sinistra, e Vannino Chiti

Il capogruppo a Montelupo Fiorentino: "Si scusi, ha il dovere di farlo". L'ex vicepresidente di Palazzo Madama: "Prendo atto delle dichiarazioni di Sostegni, felice che sia tutto regolare"


La querelle sul tesseramento ‘gonfiato’ all’interno del Partito Democratico non accenna a placarsi nemmeno all’indomani del congresso territoriale dei Lecci di Montespertoli. È infatti stato reso noto un botta e risposta per e-mail tra il capogruppo del centrosinistra di Montelupo Fiorentino Paolo Londi, componente dell’assemblea regionale del PD Toscana, e il senatore Vannino Chiti, colui che ha innescato la ‘miccia’ con una dichiarazione alla stampa in cui accennava a voci su tesseramenti ‘strani’ a Empoli. Chiti nel replicare a Londi non fa che confermare la sua posizione.

LA E-MAIL DI LONDI A CHITI

“Prendo atto della Sua risposta, che sinceramente non mi soddisfa, Lei è un autorevole esponente del mio partito è un autorevole esponente delle istituzioni.  L'informazione che  Le è giunta da chi conosce il territorio Lei aveva il dovere e l'obbligo di verificarla e NON lo ha fatto.

Lei NON è una guastatore in mala fede, ma un Senatore della Repubblica, Ex Presidente della regiona Toscana, Ex Vice-Presidente del Senato e le Sue parole sono macigni e hanno destato sconcero fra le migliaia di iscritti e militanti.

Lei NON puo' solo prendere atto della smentita del nostro segretario Enrico Sostegni, Lei ha il dovere di chiedere scusa cosa che ad oggi NON ha fatto. 

Se vuole trovare elementi di alterazione dei congressi di circolo, ad esempio,  La invito ad approfondire quanto è successo nei circoli PD di Grosseto, Circolo Pace e Circolo Barbanella dove è stato ampiamente e in maniera eclatante VIOLATO l'articolo 29 comma 5 dello Statuto del Partito Regionale  della Toscana e l'articolo 2 comma 15 del regolamento approvato dalla direzione nazionale del partito democratico in data 27/9/2013.

Si faccia consegnare la documentazione è una suo Diritto come  esponente nazionale del Partito Democratico. 

Concordo pienamente con la Sua seconda parte della risposta che mia ha inviato, come non essere d'accordo,  personalmente mi riconosco al 100% come si riconosce il partito democratico dell'empolese valdelsa, ma purtroppo questo non cambia il discredito che le Sue purtroppo "false" dichiarazioni hanno investito l'intera federazione del partito dell'empolese/valdelsa. 

Resto in attesa, NON IO, ma il partito democratico delle Sue scuse, ancora non pervenute”. 

LA RISPOSTA DI VANNINO CHITI

Gentile signor Londi,

Ho ricevuto e letto la Sua mail.

Mi spiace se le mie affermazioni l'hanno offesa. Ribadisco che l'informazione mi è stata riferita da chi conosce il territorio e il Pd di Empoli e fa riferimento a fatti avvenuti in riunioni di partito. Ho preso atto con sincerità della smentita del segretario Sostegni e di altri dirigenti locali e non ho avuto alcuna difficoltà a dichiararlo. Sono lieto di apprendere che a Empoli tutto si svolge con la massima regolarità. Come potrà vedere su facebook, Enrico Sostegni ha chiuso con toni cordiali il dialogo con me.

Ci tengo però a ribadire che dobbiamo, tutti, essere molto attenti a quello che sta avvenendo nei congressi locali, contrastare con fermezza non solo i casi clamorosi e noti a tutti anche attraverso gli organi di informazione, ma anche episodi più circoscritti, magari non conosciuti dalla pubblica opinione. Il congresso è un passaggio importante, mai come in questo caso: il nostro partito ha bisogno di risollevarsi dopo anni in cui è mancato un vero confronto interno sull'identità che vogliamo darci e dopo mesi difficili che hanno indebolito il Pd. Mi riferisco a quello che è avvenuto dal risultato elettorale deludente in poi.

L'occasione mi è gradita per inviarLe i miei più cordiali saluti.

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