
Su tremila lettere inviate sono state segnalate discrepanze tra i dati del Comune e quelli dei proprietari. Il vicesindaco: "Chiarimenti in municipio anche oltre la data di scadenza indicata sulla lettera"
Ci sono stati problemi legati all’invio nelle scorse settimane a Vinci di tremila lettere del Comune relative a un accertamento su Ici e Imu per gli anni contributivi dal 2010 al 2012. A confermarlo è lo stesso municipio dal quale, fanno sapere, che una percentuale di tali comunicazioni presentava effettivamente delle imprecisioni. Molti cittadini infatti si sono rivolti in questi giorni in Comune per avere chiarimenti, anche in vista della scadenza di lunedì 5 novembre segnalata sulla lettera. Anche alcuni lettori di gonews.it hanno contattato la redazione per manifestare il proprio disagio.
Il vicesindaco facente funzioni di primo cittadino Alberto Casini, contattato da gonews.it, ha spiegato meglio la questione “Nel corso di questa settimana stiamo cercando di chiarire tutte le situazioni dubbie – sono le sue parole – in quanto gli accertamenti venivano eseguiti in base alle rendite catastali. In certi casi i dati del Comune e quelli dei proprietari degli immobili divergevano. Per questo è stato necessario capire, ambo le parti, il motivo della differenza dei dati in possesso. Stiamo parlando di una cifra che sta tra il 5 e il 7% delle lettere inviate, quindi poco meno di 200 casi”.
Ecco che emerge il problema: vari residenti, come spiegato da alcuni lettori di gonews.it, si sono dovuti rivolgere a professionisti come geometri e commercialisti per farsi spiegare come risolvere la situazione. Ovviamente tutto questo ha un costo per il cittadino.
“La modalità di accertamento stanno al proprietario – dice in merito Casini – e quindi le persone comuni hanno dovuto rivolgersi a un Caaf o un professionista, ne siamo al corrente. Quello che possiamo dire è che nonostante i termini siano scaduti il 5 novembre si può sempre venire in municipio per chiarimenti. La lettera ricordo non è prescrittiva e gli avvisi di accertamento verranno inviati solo in una seconda fase. Purtroppo, ripeto, avevamo preventivato, vista la complessità dell’argomento, che potessero verificarsi casi del genere: il margine di errore ci poteva stare”.
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