
Il volume, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Crsm, il consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale e l'osservatorio mestiere dell'arte, ripercorre le origini, lo sviluppo e le tante vicende che hanno caratterizzato il distretto toscano della pelle. Presentazione il 6 novembre a palazzo Grifoni
Concia al vegetale. Questo il titolo della pubblicazione che sarà presentata mercoledì 6 novembre, alle ore 18.00, a San Miniato, nei locali di Palazzo Grifoni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.
Il libro, frutto della collaborazione tra la Fondazione Crsm, il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale, e l’Osservatorio Mestieri d’Arte, associazione con sede a Firenze e alla quale aderiscono numerose Fondazioni di origine bancaria, tra cui quella sanminiatese, ripercorre la storia della concia al vegetale, una lavorazione ancora oggi prevalentemente artigianale e manuale che attinge ad una tradizione e a una cultura che sono patrimonio quasi esclusivo del Comprensorio del Cuoio.
Interverranno il Presidente della Fondazione Crsm, Antonio Guicciardini Salini, il Presidente dell’Ente CR Firenze e di OmA, ideatore e promotore dell’Associazione, Prof. Giampiero Maracchi, il Presidente del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale, Simone Remi. Sarà presente l’autore Valerio Vallini.
Antonio Guicciardini Salini ricorda che “la Fondazione CRSM è da sempre impegnata nel sostegno allo sviluppo locale che è legato, non solo, ma certo in gran parte, al settore cuoio-pelli che ne caratterizza fortemente il tessuto produttivo ed è quindi ben lieta di contribuire a dare risalto ad un’eccellenza del nostro territorio, a mantenere in vita e a divulgare un patrimonio di conoscenze da non disperdere”.
“In un tempo in cui è sempre più forte la necessità di un indirizzo produttivo sostenibile, l’utilizzo di un prodotto naturale come la pelle, che dopo la concia si trasforma in cuoio (…) è il naturale sbocco di questo sottoprodotto dell’allevamento, che altrimenti diventerebbe un imbarazzante rifiuto. La Toscana da secoli vanta una tradizione di eccellenza nella lavorazione del cuoio dalla prima trasformazione con la concia alla lavorazione finita nel settore della pelletteria per accessori, nella legatoria, nell’abbigliamento. Oggi, Santa Croce sull’Arno e Ponte a Egola rappresentano il distretto conciario di grande rilevanza nell’economia della regione. Le tecniche si sono evolute nel corso dell’ultimo secolo, sia attraverso le lavorazioni meccaniche e le spaccature delle pelli in strati più sottili con grande precisione, sia con l’uso di prodotti chimici che garantiscono una concia duratura”. Così afferma Giampiero Maracchi nella presentazione del XIII volume della collana “I Mestieri d’Arte. Quaderni d’Artigianato” voluto dal Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato a cui va il sentito ringraziamento del Presidente OmA, “per sostenere e contribuire con questo volume alla promozione e alla salvaguardia delle attività tradizionali che conferiscono al nostro Paese e ai suoi tanti territori l’unicità del valore del saper fare italiano”.
“La storia della concia al vegetale è la storia del nostro territorio e del nostro passato e l’eredità per continuare a costruire il nostro futuro.” – dice Simone Remi – “Il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale è nato per tutelare e valorizzare questo nostro patrimonio locale e da tempo pensavamo di raccontare chi siamo e da dove veniamo. L’occasione giusta si è presentata grazie alla collana OmA I Mestieri d’Arte – Quaderni d’Artigianato, una raccolta di monografie dedicate alle produzioni toscane d’eccellenza, al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e al prezioso lavoro di ricerca dell’amico Valerio Vallini, scrittore e storico esperto di storia locale.”
Fonte: Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale
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