
Il capogruppo del Popolo della Libertà ripercorre le tappe della vicenda e aggiunge: "E' stato tutto insabbiato con il benestare d il silenzio delle sentinelle del buon governo e dei critici in servizio permanente effettivo”che quotidianamente pontificano a San Miniato"
Periodicamente, anche a seguito di inchieste giornalistiche, vengono a galla inadempienze e problemi originati dal faraonico contratto di project financing stipulato nel 2005 tra il Comune di San Miniato ed il Consorzio Etruria e Soci. Contratto mai approvato dal Consiglio Comunale come la legge impone e come comunque avrebbe richiesto un minimo di buon senso anche in assenza di specifici obblighi normativi. Una breve sintesi della vicenda è utile a far comprendere l’ampiezza del caso e i suoi riflessi negativi sui cittadini contribuenti.
Mentre il Comune di San Miniato come conseguenza del project ha dato e continua a dare alla controparte privata tutto quanto convenuto nel contratto stipulato nel 2005, e cioè la cessione in proprietà al Consorzio Etruria e soci di numerosi immobili di proprietà comunale valutabili in milioni di euro, una somma annuale di 200 mila euro per 20 anni, 60 mila euro annue per il funzionamento dell’ascensore del parcheggio di Fonti alle fate, nonché l’introito per un periodo di 45 anni di tutti i parcheggi a pagamento ubicati nell’intero territorio Comunale valutabili in 50 mila euro annui, la controparte privata si è invece dimostrata quasi totalmente inadempiente.
Entro il 2007 doveva essere realizzata la Via Sasso, doveva essere realizzato il raddoppio del parcheggio di Fonti alle fate (100 posti auto oltre a 6 posti per pullman e 10 per camper), dovevano essere costruiti 6 appartamenti a Isola da dare in locazione per 10 anni, dovevano essere effettuate opere di urbanizzazione a Corazzano. Tutti impegni rimasti quasi totalmente lettera morta. Opere incompiute che valgono milioni di euro. L’unica realizzazione del Consorzio Etruria è stata la costruzione di 14 modesti appartamenti a San Romano e la ristrutturazione del complesso di San Martino il cui utilizzo economico è stato però riservato al Consorzio per 45 anni.
Come se non bastasse il Consorzio Etruria e soci non hanno rilasciato sostanzialmente alcuna garanzia in favore del Comune in ipotesi di mancata realizzazione delle opere promesse, cosa purtroppo avvenuta, con la conseguenza che il Comune ha pagato, non ha ricevuto e di ciò che non ha ricevuto non ha specifiche garanzie.
Sulla stipulazione del project financing il Consiglio Comunale venne a conoscenza solo nel 2009, e solo nel 2012, sette anni dopo la stipula, dietro insistente richiesta dei Consiglieri comunali del PDL il Comune ha dato esaustiva notizia del contenuto dell’accordo di project.
E’ necessario anche ricordare che in considerazioni della evidente violazione di legge, della assoluta mancanza di trasparenza e dei gravissimi danni economici subiti dal Comune, i Consiglieri del PDL chiesero la istituzione di una Commissione di indagine sul project financing. Richiesta in un primo momento accolta dal Consiglio Comunale ma successivamente, per ragioni ignote, respinta da tutti i partiti di sinistra, sia di maggioranza che di minoranza presenti in Consiglio.
Quindi, la più rilevante vicenda politico-amministrativa degli ultimi 20 anni che ha avuto conseguenze nefaste sulle finanze pubbliche comunali e sulla gestione del territorio e ne avrà anche per i prossimi 40 anni, è stata bellamente insabbiata con il benestare ed il silenzio delle “sentinelle del buon governo” e dei “critici in servizio permanente effettivo” che quotidianamente pontificano a San Miniato.
Roberto Ferraro, capogruppo PDL San Miniato
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