
Secca e piccata risposta dal parte del consulente Cupelli: "Non si può mistificare i fatti, il nostro progetto contiene tutti gli elementi per renderlo sicuro"
Ci sentiamo particolarmente vicini alle persone ed alle imprese che, come del resto anche noi, hanno avuto danni o disagi a seguito dell’ondata di maltempo dei giorni scorsi.
Noi, come tutti, ci rendiamo conto della fragilità di questo territorio, come del resto risulta fragile tutto il pianeta al cospetto degli eventi atmosferici. Non per altro, gli eventi atmosferici sono il principale fattore che ha contribuito a modellare la crosta terrestre così come oggi la possiamo vedere, con la creazione delle valli alluvionali e l’addolcimento delle linee collinari e montane.
E adesso che questi eventi naturali, sotto la spinta data da un’accelerazione dei sistemi climatici verso mutamenti piuttosto radicali se si considerano gli ultimi secoli di vita del nostro pianeta, questa fragilità può apparire più pressante, anche se basta riacquistare un po’ di memoria per rendersi conto della frequenza di questi eventi, e di come l’uomo sia da sempre chiamato a confrontarsi con essi.
Ci dispiace però vedere come le difficoltà e i drammi delle persone e delle famiglie che si trovano a dover affrontare a causa di questi eventi, vengano utilizzate come pretesto per suffragare interessi politico-particolaristici di gruppi locali.
Purtroppo non solo si specula sui drammi delle persone, ma si arriva a mistificare anche le cose più evidenti. Si diffonde la preoccupazione per pozzi che sono progettati in un’area che guarda caso l’altro giorno non si è allagata, o di un capannone industriale anch’esso previsto in un’area che non è andata sott’acqua.
Si usano parole inappropriate, alcune anche incomprensibili, e volutamente “impressionanti” nei confronti dell’opinione pubblica “impressionabile” come: multinazionali, centrale mineraria, raffinazione, ecc.
Si fa poi riferimento alla pianificazione idraulica del territorio, quando il progetto ne tiene pienamente conto e presenta nel dettaglio tutte le azioni di contenimento e mitigazione del rischio, mentre gran parte degli edifici che, in quell’area, proprio da questo evento hanno subito i maggiori disagi, sono stati realizzati senza alcun rapporto con questi strumenti di pianificazione.
I pozzi, i boccapozzi stagni, le condotte, gli apparati dello stabilimento di trattamento ed ogni altro elemento che costituisce il progetto prevedono le risposte ai vincoli indicati dagli strumenti di pianificazione idraulica.
A nostro avviso, questa poteva invece essere l’occasione, soprattutto per coloro che dicono di avere particolarmente a cuore il territorio della valdelsa, di operare, magari dando anche indicazioni concrete, con azioni volte a fronteggiare e mitigare gli effetti di questi eventi atmosferici eccezionali.
Denunciare la scarsa pulizia e manutenzione dei corsi d’acqua, dai torrenti fino alle fosse dei campi. Verificare il giusto dimensionamento dei collettori e dei tratti intubati. Impegnarsi in una corretta gestione delle lavorazioni del suolo. Promuovere campagne di sensibilizzazioni verso un comportamento più civico dei cittadini che preveda l’adozione di una cura anche del bene pubblico, cioè, tanto per cominciare, tenere pulite volontariamente le grate delle fogne pubbliche, senza dover aspettare che lo facciano i pochi addetti comunali o provinciali.
Aurelio Cupelli, consulente Lifenergy
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