Alternativa Tricolore: "La Regione Toscana neghi l'utilizzo del GID"

"Il controllo della sessualità dei bambini è un atto di pura crudeltà"


L'Ospedale Carreggi di Firenze ha chiesto alla Regione Toscana il via libera per l'utilizzo del “Gender Identity Disorder” (GID), meglio conosciuto come “distrofia di genere”. Il Dr. Mario Maggio, primario del reparto di Medicina della Sessualità, ha dichiarato che “bisogna indirizzare la pubertà verso il sesso prevalente”.

Queste dichiarazioni del Dr. Maggio suonano come un campanello d'allarme, che deve far aprire gli occhi su di un problema molto più grande di quello che viene raccontato. In pratica l'uso del GID, bloccherà lo sviluppo prima della pubertà, questo secondo il Dr. Maggio dovrebbe evitare poi le operazioni in età adulta. Ma quello a cui non si ha una risposta è cosa succederà durante questo periodo di “limbo”? Quali danni psicologici avranno questi bambini? E sopratutto quale dottore potrà mai stabilire senza ombra di dubbio che sia il caso di utilizzare il GID?

Vogliamo ricordare al Dr. Maggio, che tutti i medici, lui compreso, prestano il giuramento di “Ippocrate” che al punto due recita “di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale”. Quindi con quale coscienza si può cercare di usare il GID, consapevoli che questo porterà nei bambini dei gravi problemi psicologici una volta che si confronteranno con la società?

In qualità di Segretario Nazionale di Alternativa Tricolore, ed in quanto uomo provvisto di “coscienza”, chiedo alla Regione Toscana di non dare il via libera, per non rendersi complice di un atto insensato che produrrà molti più danni degli eventuali benefici che vengono evidenziati.

Infine vogliamo ricordare a tutti che l'Articolo 32 della Costituzione Italiana recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Quindi alla luce di questo, la Regione Toscana ha l'obbligo morale ed istituzionale di difendere i bambini da questa pratica insensata e pericolosa. Naturalmente confidiamo nel buon senso del Dr. Maggio, con la speranza che questo non si faccia sopraffare dalla propria ambizione personale.

 

Fonte: Luigi Cortese, Segretario Nazionale Alternativa Tricolore

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