
Il presidente di Palazzo Medici Riccardi: “La Costituzione va maneggiata con cura non si riforma sbianchettando la parola Provincia dal testo”
Di seguito l’intervento del Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, in occasione della riunione annuale dell’Anci, in corso questo pomeriggio alla Fortezza da Basso.
Come Presidente della Provincia rappresento un Ente al centro di svariati tentativi di riforma e di cancellazione. Tutti falliti per la superficialità e l’inconsistenza e la confusione in cui si è proceduto fino ad oggi e anche con gli ultimi provvedimenti legislativi proposti pare si voglia proseguire su questa strada inconcludente.
Non sono qui a difendere una poltrona, assai scomoda, ne uno striminzito spazio di potere. Siamo tutti temporanei servitori dello Stato. Sono qui a proporvi di aprire tutti insieme una pagina nuova che abbia l’obiettivo di offrire al Paese una Riforma della Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni che gli consenta di recuperare quella competitività necessaria per uscire dalla crisi.
Facciamo nostri gli obiettivi della semplificazione e del risparmio e dell’efficacia ed efficienza del sistema istituzionale; al governo e al Parlamento chiediamo più coraggio e anche capacità di ascolto e condivisione.
Si lavori su tre direzioni principali:
1) Riforma di tutta la filiera Istituzionale, Comuni, Province, Regioni, Stato Centrale, perché ci sono Regioni con meno della metà degli abitanti della Provincia di Firenze.
Non concordo con l’accanimento contro i piccoli Comuni: ho fatto il Sindaco, essi rappresentano una trincea durissima nella salvaguardia della identità di quelle Comunità. Anche nella proposta costitutiva delle Città Metropolitana viene cancellata la rappresentanza dei Comuni più piccoli, che poi sono la maggioranza nella nostra realtà nazionale. Tutto l’impianto legislativo si fonda su una sospensione delle prerogative democratiche.
In merito alla Toscana mi chiedo: vanno avanti i processi di fusione sostenuti dalle Comunità Locali? Che fine ha fatto il codice delle Autonomie Locali?
2) Semplifichiamo il sottobosco Istituzionale fatto di Agenzie, Società, Ambiti ottimali Sedi Decentrate, ma salvaguardiamo il principio democratico che ogni livello istituzionale pur riformato sia eletto direttamente dai cittadini; per un dovere democratico ma anche di trasparenza e di autorevolezza nell’azione amministrativa e di governo.
3) Riforma del Titolo V della Costituzione: la Costituzione va maneggiata con cura. Non si riforma ad ogni piè sospinto e soprattutto non si riforma sbianchettando la parola Provincia dal testo.
Infine gli Enti Locali hanno contribuito tanto al risanamento dei conti dello Stato, e il susseguirsi di manovre con tagli pesantissimi insieme ad una applicazione rigida del Patto di Stabilità, sono l’anticamera della paralisi e di un impoverimento delle Comunità Locali e nell’offerta di validi servizi pubblici.
La risposta alla crisi e alle difficoltà finanziarie non può essere un centralismo statale di ritorno e neanche un centralismo regionale mai sopito che hanno come risultato finale l’annichilimento delle Comunità Locali. In realtà se crescono le Comunità Locali cresce il Paese, perché punta sulle energie, la creatività, l’intelligenza contenute nei territori.
Fonte: Provincia di Firenze
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