
Il consigliere Paolo Bambagioni: “Storia particolare, che grazie al saggio di De Meo si arricchisce di conoscenza a documenti inediti”
Come nasce il culto del patrono, come giungono le sue reliquie destinate all’adorazione, come diviene ricorrenza la festa in onore di San Fausto a Castellina in Chianti (Siena). Il consigliere Paolo Bambagioni accoglie in Palazzo Panciatichi la presentazione del saggio di Vito De Meo “San Fausto Martire. L’arrivo delle reliquie e la genesi del culto”, rivolgendosi alla comunità regionale. “Tra i compiti del Consiglio, che rappresenta le identità e i territori della regione, c’è senza dubbio la promozione della cultura, la conoscenza e l’approfondimento di storie e di storia della nostra Toscana”, dice il consigliere. La storia di San Fausto Martire, aggiunge, “si arricchisce di conoscenza e documenti inediti grazie alla ricerca condotta sulla documentazione delle soppresse compagnie religiose di Casellina”.
Il riferimento è allo studio di De Meo – intervenuto alla presentazione - , dedicato al patrono adorato fin dal Seicento, tanto che ogni anno, la seconda settimana di settembre, tutta la comunità si riunisce per rendere omaggio ai resti mortali del santo-contadino di Cerreto.
Alla presentazione, moderata dal giornalista Andrea Ciappi, sono intervenuti Alessandro Falassi, antropologo dell’Università per stranieri di Siena, Isabella Gagliardi dell’Università di Firenze – che firma tra l’altro l’introduzione al libro di de Meo -, mons. Gino Giannini, ex parroco del ss. Salvatore di Castellina in Chianti e Claudio Zucchelli, presidente nazionale Archeoclub d’Italia.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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