Tutti a teatro per scoprire l'origine della violenza sulle donne

foto d'archivio

Il 17 ottobre 200 ragazzi del comprensorio del Cuoio assisteranno ad uno spettacolo nella palestra di Ponte a Egola. Si apre così la seconda fase del progetto 'Parità e relazioni di genere' promosso dal dipartimento della prevenzione dell'Asl 11


Circa 200 studenti delle scuole secondarie del Valdarno Inferiore percorreranno la storia alla ricerca dell’origine del fenomeno della violenza contro le donne. Il viaggio sarà intrapreso giovedì 17 ottobre prossimo grazie allo spettacolo teatrale “Le radici della violenza ovvero la macchina del tempo”, che verrà rappresentato alle ore 10.00, nella palestra scolastica “Buonarroti”, in via Toniolo a  Ponte a Egola.

La rappresentazione teatrale, scritta e diretta da Stefano Massini e inscenata da “Il teatro delle donne”, Centro nazionale di Drammaturgia di Firenze, aprirà la seconda fase del progetto “Parità e relazioni di genere” promosso dall’Educazione alla salute del Dipartimento Prevenzione dell’Asl 11 e dalla conferenza zonale educativa dei comuni del Valdarno Inferiore.

Grazie all’invenzione di una mirabolante macchina del tempo prendono vita, solo attraverso l’espressività della recitazione, alcuni scenari storici di importanza cruciale per comprendere il ruolo della donna e le dinamiche delle relazioni di genere in quel preciso contesto. Dai mercati dell’Atene di Pericle al Tribunale dell’Inquisizione, alla piazza della Rivoluzione Francese, l’attenzione si concentra, di volta in volta, su una figura femminile che viene coinvolta in una intervista fantastica che servirà a conoscere la condizione femminile in ogni periodo storico.

“Lo spettacolo teatrale, concepito per stimolare la riflessione e lo spirito critico dei giovani spettatori – ha commentato Giuditta Giunti, referente per le Politiche di Genere della Società della Salute del Valdarno Inferiore -  vuole ricercare le origini di un fenomeno tanto antico, ma, purtroppo, ancora oggi di tragica attualità, per sondare le ragioni del sussistere di certi modelli sociali e di certi stereotipi alla base degli episodi di violenza sulla donna.

Il progetto Parità e relazioni di genere nel cui ambito si colloca il lavoro teatrale - prosegue Giunti - vede il forte impegno delle Istituzioni locali,  decise ad intervenire sul versante della prevenzione. Si tratta di un lavoro importante, che porteremo avanti nel tempo, perché siamo consapevoli che produrre cambiamenti culturali richiede impegno e determinazione”.

Il progetto si è inaugurato nello scorso anno scolastico in otto classi delle Secondarie (7 di primo grado e 1 di secondo grado) dei sette istituti scolastici del Valdarno Inferiore. I consigli di classe e i genitori sono stati coinvolti nella presentazione del progetto; i docenti e un gruppo di educatori con esperienza nella gestione di laboratori sulla relazione e sulla sessualità hanno partecipato ad un percorso formativo sulle differenze di genere, sullo sviluppo psico-sessuale in adolescenza e sul rischio del verificarsi di abusi e violenze tra i generi. Al termine di questa fase, gli studenti delle otto classi hanno partecipato a un primo ciclo di laboratori sulle differenze di genere e le relazioni che possono instaurarsi.

La seconda fase del progetto, inaugurata con la visione dello spettacolo teatrale, si svilupperà in tre ulteriori laboratori per ciascuna classe coinvolta, basati sulle relazioni tra i generi. A conclusione del percorso formativo i ragazzi svolgeranno test di valutazione e incontri di verifica con i consigli di classe e i genitori.

 

Fonte: Asl 11 Empoli

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