Un gruppo di genitori contro il progetto E.Cos: "Rischia di diffondere l'identità di genere e la teoria Gender"

Una scuola del circolo didattico di Pontassieve

Il caso “gender” approda a Pontassieve: in alcune classi degli istituti scolastici del Circolo Didattico di Pontassieve, dalla scuola dell’infanzia fino alle medie, infatti sta partendo il progetto E.COS (Decostruire per costruire) promosso con un finanziamento della Provincia di Firenze dall’Associazione PAWA (People in Action for World Awarness) in partnership con il Comune di Pontassieve, il Centro Interculturale di Pontassieve, l’Istituto Comprensivo di Pontassieve e l’Associazione di volontariato IREOS di e per gay, lesbiche, bisessuali, transgender, intersessuali. Secondo un nutrito gruppo di cittadini e famiglie di Pontassieve, i quali hanno il supporto dell’Associazione Genitori Toscana, il progetto, che secondo la presentazione ufficiale si propone di “contribuire ad eliminare gli stereotipi associati al genere”, rischia di diffondere l’identità di genere e la teoria gender nelle scuole.

Il gruppo di famiglie ha avviato una raccolta firme nella cittadinanza per chiedere alla Dirigente Torri e al Consiglio di Istituto di stoppare il progetto: “riteniamo giusta e opportuna la lotta al bullismo e a ogni tipo di discriminazione, ma non vogliamo che, attraverso questo contenitore, si passino altri messaggi. Come affermano la Costituzione Italiana all’art. 30 e la Convenzione Europea per i diritti dell’uomo – affermano i rappresentanti – lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione. Il nostro appello è che si fermi il progetto, considerate anche le decisioni prese dal Ministero dell’Istruzione che con il Sottosegretario Gabriele Toccafondi ha affermato che le scuole non possono essere un campo di battaglia ideologico e ha bloccato l’invio negli istituti scolastici di libretti che diffondono la teoria gender. Il progetto Ecos, a nostro avviso, è un’attività che passa messaggi subliminali e va ad interferire con l’azione educativa svolta dai genitori, anche tramite la proiezione di video nei quali si fa esplicito o implicito riferimento all’identità di genere introducendo temi eticamente sensibili che niente hanno a che vedere con il rispetto per tutte le persone e con la doverosa lotta al bullismo e alle discriminazioni; peraltro, l'Associazione Ireos nel suo sito internet fa più volte riferimento al proprio operato come battaglia politica e nelle scuole non possono entrare soggetti e militanti che fanno politica, che promuovono delle ideologie nonché delle teorie su temi eticamente sensibili che non sono neppure scientificamente provati”.

Chi fosse interessato a firmare può contattare scuolasenzaideologie@gmail.com: “ci opporremo – concludono i genitori – con i mezzi a nostra disposizione e in ogni sede allo svolgimento di questa attività perché vogliamo una scuola senza ideologie. Nell’eventualità in cui le nostre richieste non vengano accolte, metteremo in atto azioni e manifestazioni quali l’obiezione di coscienza e prenderemo in considerazione la possibilità di non iscrivere o di non assicurare il rinnovo dell’iscrizione dei figli presso gli istituti scolastici del Circolo Didattico di Pontassieve”.

Di seguito il testo dell'appello:
Al Dirigente Scolastico del Circolo Didattico di Pontassieve
 
Al Dirigente Scolastico della Scuola Secondaria di Primo Grado “Maria Maltoni” di Pontassieve
 
Appello
 
I sottoscritti genitori e cittadini del Comune di Pontassieve e della Valdisieve
 
Riconoscono
 
la scuola come l’ambiente di apprendimento che promuove la formazione di ogni alunno, la sua interazione sociale e la sua crescita civile;
 
Affermano
 
-       che le famiglie sono le titolari della responsabilità e del diritto alla libertà educativa dei figli;
 
-       che, come afferma la Costituzione della Repubblica Italiana all’art 30, “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio”;
 
-       che, come affermato dalla Convenzione Europea per i diritti dell’uomo (1950, Prot. n 1), “lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche”;
 
-       che la scuola non deve mai invadere il campo educativo proprio della famiglia;
 
-       che la opportuna e doverosa lotta al bullismo e a ogni tipo di discriminazione non può essere strumentalizzata da nessuno né utilizzata per diffondere messaggi di altro genere, quali l’affermazione dell’identità di genere;
 
-       che la scuola ha il dovere di informare in maniera chiara e precisa i genitori circa le attività svolte dai figli nell’ambito scolastico e le relative finalità;
 
Fanno appello
 
affinché – considerate anche le decisioni prese dal Ministero dell’Istruzione che con il Sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi ha affermato che le scuole non possono essere un campo di battaglia ideologico e ha bloccato l’invio negli istituti scolastici di libretti che diffondono la teoria gender e l’identità di genere – non venga svolto il progetto “ECOS Decostruire per Costruire”, da voi programmato con il contributo e la presenza nelle classi di alcune associazioni extrascolastiche. Si tratta di un’attività che, anche tramite la proiezione di video nei quali si fa esplicito o implicito riferimento all’identità di genere introducendo temi eticamente sensibili che niente hanno a che vedere con il rispetto per tutte le persone e con la lotta al bullismo, all’omofobia e alle discriminazioni, va ad interferire con l’azione educativa svolta dai genitori degli alunni di codesto Istituto scolastico; peraltro, l'Associazione Ireos nel suo sito internet fa più volte riferimento al proprio operato come "battaglia politica" e nelle scuole non possono entrare soggetti e militanti che fanno politica, che promuovono delle ideologie nonché delle teorie su temi eticamente sensibili che non sono neppure scientificamente provate.
 
 
Si opporranno
 
con tutti i mezzi a loro disposizione e in ogni sede allo svolgimento di sopraindicata attività; comunicano la possibilità di mettere in atto azioni e manifestazioni quali l’obiezione di coscienza, nonché l’eventualità di non iscrivere o di non assicurare il rinnovo dell’iscrizione dei propri figli presso gli istituti scolastici del Circolo Didattico di Pontassieve, nel caso in cui non venga presa in considerazione la presente richiesta e si prosegua con il progetto anche in futuro.
 
 Cordiali saluti
Il Gruppo di famiglie e cittadini della Valdisieve "Scuolasenzaideologie"/

Fonte: Il Gruppo di famiglie e cittadini della Valdisieve "Scuolasenzaideologie"

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