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Case Passerini, Liberi e Uguali Empolese Valdelsa: "Esempio di cattiva gestione dell'economia del riciclo e del riuso"

I recenti avvenimenti che riguardano il sequestro dell'impianto di compostaggio di Case Passerini meritano delle considerazioni sulla importanza di una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, che interessano anche il nostro territorio.

Se le accuse ipotizzate sulla cattiva qualità dei materiali di risulta dalla raccolta differenziata della parte organica saranno confermate, si impone la necessità di una profonda revisione delle modalità con le quali vengono effettuati i prelievi dei rifiuti differenziati nell’intero bacino di ALIA. Ma anche una riflessione sulle garanzie di trasparenza e affidabilità dell’attuale dirigenza e indirizzi strategici dell’azienda pubblica ALIA (grande società dell’area Firenze-Prato-Pistoia che gestisce i rifiuti anche nel nostro territorio).

Quello che emerge è che la raccolta a livello di cassonetto stradale (presenti ancora, a differenza dei comuni dell’empolese valdelsa, in molti comuni del bacino di ALIA, tra cui Firenze) non consente un controllo puntuale della qualità dei rifiuti conferiti; d’altra parte la successiva selezione e vagliatura a valle della raccolta non consentirebbe il raggiungimento delle caratteristiche agronomiche prevista dalla normativa. In definitiva, la cattiva qualità del prodotto ne inibisce il riuso quale ‘materia prima seconda’ per l’agricoltura. Così facendo si impedisce la chiusura del ciclo virtuoso dell'economia circolare. Questo deve essere sempre tenuto ben presente da chi invece sta mantenendo o tornando a pensare a modalità novecentesche per la raccolta dei rifiuti.

Dunque, anche le aziende pubbliche, se ragionano esclusivamente secondo un'ottica del massimo profitto, possono produrre danni per la collettività, mortificando lo sforzo dei cittadini, e spreco di risorse pubbliche. È paradossale che a pagarne le conseguenze siano, da una parte, le aziende biologiche che ammendano i loro terreni con dei materiali compromessi, mettendo a repentaglio l'integrità dei suoli coltivati e lo sviluppo di imprese condotte che vogliono assicurare cibi salubri e difesa dell'ambiente; dall’altra i cittadini dei comuni più “virtuosi” (quali quelli dell’empolese valdelsa) che non vedono diminuire il carico delle loro bollette.

Le risorse però non vengono lesinate per la progettazione e la costruzione di infrastrutture ‘pesanti’, quale il futuro inceneritore previsto proprio a Case Passerini (eufemisticamente denominato termovalorizzatore). Una raccolta approssimativa della frazione organica può solo essere funzionale a sottrarre materia dal basso contenuto energetico al futuro impianto.

Tutto questo rende palese quelle che sono le priorità strategiche del colosso ALIA: la ricerca di investimenti che si giustifica in una logica di costruzione di Holding quotabili in futuri mercati finanziari. Una scelta, quest'ultima, che, oltre agli inevitabili impatti sull'ambiente e la salute delle popolazioni, sottrae le risorse per quelle azioni necessarie al conferimento corretto dei rifiuti, nonché alla crescita occupazionale caratteristica del ‘porta a porta’. Una esperienza positiva in tal senso la possiamo verificare nei territori dell'empolese valdelsa e della valdinievole dove si sono raggiunte percentuali da primato nazionale.

Per chiudere il cerchio manca però un anello importante del circuito virtuoso: un deciso intervento legislativo che incentivi la ricollocazione delle materie riciclate, con ricadute positive anche sulla tariffazione a carico della cittadinanza.
Come Liberi e Uguali ci impegneremo affinché questo provvedimento sia un punto centrale per la prossima legislatura.

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