Sala strapiena e pubblico in piedi per l'attesissimo incontro con Aleida Guevara, figlia del Che, al Circolo La Perla di Montecalvoli domenica 10 dicembre. Nonostante l'allerta meteo e la pioggia incessante, un pubblico attento e appassionato, giunto da tutto il comprensorio e anche da altre città toscane, ha seguito con grande interesse per oltre due ore l'intervento di uno dei personaggi più significativi della scena politica internazionale.
Aleida Guevara ha parlato della situazione cubana, dello stato della rivoluzione e dell'embargo USA, un vero e proprio blocco che dal 1962 strangola Cuba e che, al contrario di quanto i media facciano pensare, non è stato per niente alleggerito, e ha dei costi economici enormi e dei costi umani aberranti.
Perché l'embargo uccide. Aleida Guevara ha ricordato il recente caso di un bambino cubano colpito da una grave patologia, che aveva urgente bisogno un farmaco venduto negli Stati Uniti. Per diverse volte associazioni di amicizia statunitensi hanno cercato di far giungere la medicina a Cuba, ma ogni volta, con una crudeltà incomprensibile, questa veniva sequestrata alla frontiera. Alla fine, grazie all'aiuto del console argentino, che si è messo la confezione in tasca e ha oltrepassato il confine, finalmente è giunta a Cuba. Ma il bambino era già morto.
Eppure, sebbene in una situazione di grande difficoltà, Cuba non ha mai smesso di essere solidale con i paesi in via di sviluppo e con le fasce più disagiate dei paesi sviluppati. Aleida Guevara ha presentato i progetti che la fondazione “Un altro mondo è possibile”, di cui è portavoce, implementa a Cordoba, in Argentina, presso una clinica oftalmologica dove vengono visitate e operate gratuitamente di cataratta migliaia di persone che a causa dell'indigenza sarebbero altrimenti destinate alla cecità.
Dopo l'incontro è seguita una cena in sottoscrizione dei suddetti progetti, anch'essa molto affollata.
Fonte: ufficio stampa
