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Mps, severi impegni con la UE: lo Stato passa al 70%, ma entro il 2021 deve vendere

Nella foto la sede del Monte dei Paschi di Siena

Lo Stato potrebbe comprare nuove azioni di Mps portando la sua partecipazione dal 52,2% attuale ad un valore tra il 69% e 71%. È questa la "stima preliminare" contenuta nel prospetto informativo. I "risultati dell'offerta pubblica di transazione e scambio", però, non sono ancora noti dunque il dato resta incerto. Lo Stato investirà 1,5 miliardi per le azioni derivanti dalla conversione dei subordinati. È importante ricordare, così come fa il prospetto, che l'UE ha espressamente richiesto al Tesoro di dismettere la propria partecipazione nella Banca entro la fine del Piano di Ristrutturazione, ossia il 2021

Gli impegni con la UE

Nel prospetto sulla quotazione di Mps in banca si leggono anche tutti gli impegni assunti con la Commissione Europea riguardo il Piano di Ristrutturazione. Tra questo l'uscita dello Stato dal capitale e il contenimento degli stipendi dei manager entro 10 volte il dipendente medio. Ma oltre ciò la Bnaca ha assicurato anche la cessione della collezione di opere d'arte, la chiusura delle filiali di New York, Londra e Hong Kong, la cessione di immobili per 500 milioni, quella delle controllate estere e delle partecipazioni non strategiche, la graduale riduzione dei titoli di Stato italiani detenuti nel portafoglio Afs (disponibile per la vendita). La Banca, qualora non fossero raggiunti determinati obiettivi tra il 2018-2020 potrebbe avanzare un nuovo piano di tagli da 100 milioni.

Mps non potrà inoltre fare acquisizioni a meno che non siano autorizzate dalle Ue e non potrà distribuire dividendi se non in presenza di determinate condizioni. L'UE ha anche vietato di applicare tassi bassi sui prestiti e alti sui depositi. Il rispetto degli impegni presi sarà valutato su base trimestrale.

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