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Samuele Cau presenta “Follie di fine estate”

“Follie di fine estate”, il romanzo su una verità storica indicibile

L’appuntamento è alla libreria Nardini all’interno del Centro Culturale “Le Murate” sabato 7 ottobre alle 18.30

Continua il suo tour letterario di Samuele Cau che porta in giro per i maggiori centri culturali toscani il romanzo “Follie di fine ottobre”, edito da Bonfirraro e appena uscito nelle librerie, inspirato alla strage di Marzabotto, uno dei più raccapriccianti ricordi della storia del Novecento.
Dopo il magnifico successo della premiere a Calenzano, l’autore adesso incontra i lettori a Firenze, alla libreria Nardini presso il centro “Le Murate”, sabato 7 ottobre alle 18.30.
Ad accompagnarlo la giornalista di Repubblica Elisabetta Berti, che ha preparato una lettura critica apposita sul tema centrale del romanzo: insieme affronteranno un percorso sul significato di letteratura civile cui “Follie di fine estate” vuole annoverarsi.

Il protagonista è, infatti, Santo Bellomo, un uomo di mezza età che torna in Sicilia esausto per le conseguenze fisiche e psicologiche che ha dovuto subire a causa della dittatura argentina. Qui, a San Vito Lo Capo, in compagnia di alcuni nuovi amici bontemponi, deciderà di riannodare i fili del suo passato, rimbalzando nel tempo e nella memoria, alla ricerca di qualcosa che ha segnato la loro storia individuale e la Storia degli uomini in modo indelebile. La penna del fiorentino, adesso residente a Calenzano, ma a lungo rimbalzato per ragioni professionali tra il Marocco, la Spagna, l’Estremo Oriente e, ovviamente, il Sudamerica, è intrisa di colori e profumi di tutti gli angoli del mondo, avendo incontrato usi, tradizioni e ricordi di popolazioni tra loro diversissimi. Ed ecco che in Follie di fine estate c’è il succo di tutta questa umanità, gioiosa e disperata, confusa e inerme…
Esordisce, dunque, con una buona e convincente prova d’autore, Cau, che si è avvalso per questo del prestigioso endorsement letterario del giornalista Alessandro Cannavò, caporedattore del Corriere della Sera: «I ricordi sono come la risacca del mare, arrivano e si ritirano, ma poi lasciano sempre qualche importante verità - scrive il figlio dell’indimenticabile Candido nella quarta di copertina - Samuele Cau intreccia due tra i tanti momenti brutali della Storia del Novecento nel posto più lontano e protetto da dolorose datazioni, una Sicilia balneare fuori stagione e dunque senza Tempo. I legami di amicizia che si annodano, conditi da profumi e sapori culinari e da uno spirito goliardico e vernacolare, preparano a fuoco lento risposte a tormenti esistenziali. Cau utilizza con abilità questo doppio registro in una narrazione che scorre sull’Attesa. La migliore strategia per ritrovare un senso di giustizia».
Tra colpi di scena, protagonisti che hanno realmente segnato la storia bellica italiana, pulsioni affettive e tenere che squarciano le nubi dell’odio, queste pagine raccontano davvero di una resistenza personale, quella di ogni uomo, contro le traversie della Storia in un affascinante viaggio letterario, che si snoda dalla Sicilia all’Argentina, che entra a pieno titolo nel dibattito culturale sulla letteratura civile tramutata in parola che interpreta, trasfigura e giudica il reale.

Fonte: Ufficio stampa

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