«L’allerta su eventuali attentati terroristici ci vede assolutamente disponibili a controlli». E' quanto afferma Claudio Giudici, presidente di Uritaxi e vicepresidente del 4390 Taxi Firenze. «Come dimostrato anche dall'episodio di cronaca nera di qualche giorno fa, la collaborazione della nostra categoria con le forze di polizia è storica e sistematica e non ravvediamo alcun problema a portarla avanti in questo particolare momento di allerta».
«Trovo però assolutamente pretestuose e irresponsabili – sottolinea Giudici – le dichiarazioni di alcune rappresentanze del mondo del noleggio con conducente che, invece di invocare maggiori controlli, si preoccupano di fare polemica col settore taxi, parlando inopportunamente e senza senso di 'discriminazioni'. All’interno di un servizio locale come quello taxi, dove tutti gli operatori si conoscono, e dove si usano mezzi ad alta caratterizzazione estetica, è difficilmente camuffabile un mezzo che si volesse usare per finalità delinquenziali. Può essere altrettanto detto per il comparto ncc? Evidentemente no, e dunque non si confondano fischi con fiaschi».
«Queste rappresentanze, e su ciò fino ad oggi la nostra categoria non ha proferito parola – prosegue Giudici – hanno già dimenticato che negli ultimi due mesi ci sono stati due incidenti mortali, uno intenzionale e l’altro per colpa grave, che hanno visto protagonisti due van scuri i cui conducenti erano sotto effetto di alcol e su cui le autorità stanno indagando per capire se fossero anche usati per esercizio abusivo della professione». «Questi, con la categoria del ncc regolarmente autorizzato, fatta eccezione per il colore dell’auto ed una cravatta, non avevano niente a che fare – fa presente – eppure, da quanto sta emergendo, questi soggetti inclini a delinquere si camuffavano in questo modo fino alle tragedie di cui si sono resi protagonisti». «Chi lavora nelle regole – conclude Giudici – non deve avere alcun timore dei controlli, mentre chi è abituato a operare nell’irregolarità è evidente che veda come un problema una nuova politica del territorio».
Claudio Giudici, Uritaxi
