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Minore allontanato, la presidente Bini: "Associazione Codici chieda scusa per le offese"

“L’Associazione Codici chieda immediatamente scusa ai servizi sociali del Comune di Arezzo ed alle colleghe ed ai colleghi assistenti sociali che, qualche giorno fa, hanno operato l’allontanamento di un minore in ottemperanza ad una ordinanza del Tribunale dei Minorenni di Firenze. Una volta di più senza avere alcuna autorevolezza morale e professionale Codici si è permessa di esprimere gratuiti e offensivi giudizi sulla figura e sulla funzione degli assistenti sociali e, relativamente allo specifico caso, sulle modalità e sulle motivazioni che hanno provocato il provvedimento di allontanamento del minorenne dal suo nucleo famigliare”.

Replica così, Laura Bini, Presidente del Consiglio regionale della Toscana dell’Ordine degli assistenti sociali, alla nota diffusa da Codici sulla vicenda dell’allontanamento di un minorenne da parte dei servizi sociali del Comune di Arezzo ed a cui l’Amministrazione della città toscana aveva replicato con una precisa descrizione dei fatti.

“E’ bene ricordare ancora una volta – spiega Bini - che l’allontanamento di un minorenne può essere disposto esclusivamente dall’Autorità Giudiziaria ed è il risultato di un percorso di valutazione, multidisciplinare e collegiale, sulle condizioni di rischio nelle quali vive il minore di età: viene quindi adottato solo ed esclusivamente nell’ottica di garantire il minore e il suo benessere. Al percorso di valutazione partecipa anche l’assistente sociale con le proprie competenze specifiche”.

“Come anche chiaramente definito nelle norme – conclude la Presidente degli assistenti sociali della Toscana - mai può aver luogo un allontanamento motivato da condizioni economiche o ambientali. L’allontanamento è un atto che viene sempre ben ponderato. Agisce in senso protettivo e gli interventi effettuati prima e dopo sono orientati anche a far comprendere al minorenne e alla sua famiglia la condizione sfavorevole che ne ha determinato la necessità ed è programmato come una fase di un più ampio progetto volto proprio alla ricostruzione di relazioni nel  nucleo familiare d’appartenenza, più favorevoli alla sua crescita”.

 

Fonte: Ordine degli Assistenti sociali della Toscana - Ufficio Stampa

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