Pochi giorni fa è stato pubblicato dal Comune di Firenze il bando che ripristina il "buono servizio" per sostenere con un contributo economico le famiglie in lista di attesa che devono iscrivere i propri figli ai nidi d'infanzia privati accreditati.
La Cgil di Firenze esprime soddisfazione per il ripristino di questa misura che l'anno scorso era stata fortemente modificata in virtù del nuovo bando della Regione Toscana e della scelta successiva del Comune di introdurre, in corso d'anno, un bonus con caratteristiche a nostro avviso più inique.
Il buono servizio, le cui domande vanno presentate entro il 16 luglio, consentirà alle famiglie in lista di attesa, secondo l'ordine della graduatoria, di avere un contributo fino a 400 euro mensili, per pagare nei nidi privati accreditati la stessa retta prevista con il proprio ISEE nei nidi d'infanzia comunali.
Quest'anno sono 623 i bambini in lista di attesa, una dato in diminuzione dovuto al calo di domande: si tratta di 315 domande in meno che corrispondono ad un calo del 14,77%. Un calo che preoccupa, concentrato in particolare sulla fascia dei medi (meno 100) e dei grandi (meno 197) e che per questo, a nostro avviso, potrebbe essere in parte dovuto al disorientamento delle famiglie, per i problemi di gestione riscontrati l'anno scorso e per le modifiche nei tempi e nelle modalità delle domande.
Possiamo inoltre attribuire questo dato alla crisi economica che rende inaccessibile il servizio a molte famiglie, anche per le tariffe impegnative. Non ci sembra invece di riscontrare una forte componente demografica in virtù dei dati dell'Ufficio Statistico del Comune di Firenze relativi alle medesime fasce d'età della popolazione residente che appare, negli anni di riferimento, relativamente stabile.
Su questi temi la Cgil di Firenze ha chiesto ed ottenuto l'impegno ad un confronto con il Vicesindaco Cristina Giachi, al fine di condividere politiche volte a rilanciare i nidi d''infanzia comunali e rendere il servizio più accessibile, anche a fronte della nuova normativa nazionale.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze
