Oltre al tema degli appalti, gli attivisti civici hanno monitorato il rispetto della cosiddetta “Carta di Pisa”, il codice etico che alza il livello dell’etica dell’amministratore pubblico rispetto ai minimi di legge, che è stato adottato dall’attuale Amministrazione Comunale. Gli aspetti monitorabili sono legati al grande tema del conflitto di interessi: redditi extra comunali, tessere associative, incarichi passati e presenti, ecc. (report disponibile su oralegale.org e liberapisa.it) Il risultato lo spiegano direttamente gli attivisti del Coordinamento di Libera: "Dei sedici tra amministratori e dirigenti monitorati (Sindaco, Assessori e Amministratori delle Società Partecipate), più dell’80% (13 persone) ha reso pubblico il curriculum e gli incarichi ricevuti, mentre la percentuale di quanti hanno rispettato l’obbligo di trasparenza sui redditi percepiti anche per lavori extra comunali si ferma al 69% (11 persone) .
"Riconosciamo lo sforzo dell’Amministrazione e siamo consapevoli che non è semplice adempiere a tutti gli oneri formali - precisa il coordinamento provinciale – tuttavia ci chiediamo perché solo il 40% di questi amministratori abbia dichiarato appartenenze associative e potenziali conflitti di interesse; conoscerli rappresenterebbe uno strumento utile per conseguire una gestione corretta dei ruoli pubblici. ” #Eqquindi? , cosa fare per migliorare ? “Un’opportunità importante è approfittare dei diversi momenti formativi sui temi dell’etica per far crescere in città una vera cultura dell’integrità, che passi dal fare palestra dei propri dilemmi etici, anzitutto riconoscendoli e dichiarandoli”. Nei prossimi giorni il terzo #eqquindi? promesso dagli attivisti.
Fonte: Libera, coordinamento provinciale di Pisa
