gonews.it

Rapporti Regione-Uncem, Marras (PD): "Vogliamo chiarezza, non strumentalizzazioni"

Leonardo Marras

Il dibattito sulla costituzione di una commissione di inchiesta su Uncem, che ieri sera aveva registrato il ritiro da parte di Giovanni Donzelli (FdI) della proposta di deliberazione per votare l’istituzione dell’organismo di inchiesta, e la contestuale presentazione delle firme necessarie all’istituzione della commissione con deliberazione dell’ufficio di presidenza, è ripreso questa mattina all’apertura dei lavori d’aula. Sul tavolo, ancora, gli emendamenti a firma Pd che avevano l’obiettivo di specificare e puntualizzare l’oggetto della commissione di inchiesta. Il capogruppo del Pd, Leonardo Marras, ha annunciato di aver tradotto gli emendamenti, presentati ieri all’atto di Donzelli, in una nuova proposta di deliberazione urgente di cui ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno.

A seguito del dibattito Marras ha poi ritirato la proposta di deliberazione dall’ordine del giorno d’aula, lasciandola però agli atti. Come chiarito dal presidente del Consiglio, Eugenio Giani, in base alla normativa le commissioni di inchiesta possono essere costituite con voto d’aula; o anche con la firma di almeno 9 consiglieri di minoranza e deliberazione dell’Ufficio di presidenza. Avendo entrambi (Donzelli e Marras) ritirato le proposte di deliberazione che sottoponevano al voto d’aula la costituzione della commissione di inchiesta su Uncem, sarà ora l’Ufficio di presidenza, questo pomeriggio, a deliberare sulla base delle firme depositate da Donzelli. “Dovrà avvenire una concertazione di tutti i membri dell’ufficio di presidenza”, ha ribadito Giani, “secondo le procedure ordinarie di decisione”. Il testo ritirato da Marras, ha aggiunto Giani, “diventa patrimonio comune nel dibattito della deliberazione che farà l’Ufficio di presidenza”.

Il dibattito - All’apertura dei lavori, dinanzi alla richiesta di iscrizione all’ordine del giorno di una proposta di deliberazione su Commissione di inchiesta Uncem da parte di Leonardo Marras (Pd), Giovanni Donzelli (FdI) ha replicato: “Premesso che non sono mai stato contrario a inserimenti di atti all’ordine del giorno, invito Marras a ripensarci, perché si tratta di un gesto di violenza incredibile, assolutamente grave”. “C’è da parte della maggioranza il tentativo di dar vita ad una sorta di contro-commissione, per affossare una richiesta legittima dei gruppi di minoranza, dopo il dibattito di ieri sera – ha continuato il consigliere – Non credo sia mai accaduta una cosa del genere né in Consiglio regionale né in Parlamento, se necessario riflettiamone insieme ai capigruppo”, ha quindi proposto Donzelli. Che ha ribadito la convinzione che la commissione di inchiesta non debba escludere a priori di indagare sulla legittimità delle erogazioni dalla Regione Toscana a Uncem Toscana.

“Nessuna volontà da parte nostra di istituire un’altra commissione di inchiesta e se vogliamo parlare di atti poco eleganti direi che ieri c’è stato uno sgarbo istituzionale”; parola del capogruppo Marras, che ha ricordato i passaggi della sera precedente, quando le opposizioni hanno poi preso un’altra strada: il deposito in Ufficio di Presidenza della richiesta di istituire la commissione di inchiesta per iniziativa dei consiglieri, con le firme richieste (almeno 9, sono 10).

“L’arroganza del Pd è davvero al limite – ha tuonato Giacomo Giannarelli (M5S) – il Regolamento non permette di fare un’altra commissione, da oggi è già istituita la commissione di inchiesta”. Secondo Jacopo Alberti (Ln), l’Ufficio di presidenza non può che ratificare la presentazione delle firme da parte delle minoranze: “Registriamo però tutte le volte il tentativo della maggioranza di mettere il cappello, di mettere il sigillo su determinate questioni”. Per Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra) “non ha senso continuare questo scontro, occorre seguire l’iter in corso, ovvero il deposito in Ufficio di presidenza della richiesta di commissione, presentata da dieci consiglieri”. “Se stabiliamo il principio che la maggioranza può indirizzare o modificare le richieste della minoranza si annulla un diritto garantito alle opposizioni”, ha sottolineato Donzelli e, in tema di sgarbo istituzionale, ha affermato rivolto ai banchi del Pd: “Noi non ci vogliamo far prendere in giro da voi”. Una cosa è certa: “Sono disposto a resistere, a non abbandonare l’aula fino a quando la commissione di inchiesta non sarà istituita”, ha aggiunto Donzelli.

“Mi unisco agli interventi dei consiglieri di opposizione e chiedo alla maggioranza di ritirare la proposta di delibera per istituire con voto consiliare la commissione di inchiesta”, ha affermato la consigliera Monica Pecori (Gruppo Misto).

Nel ricapitolare il tutto Marras, dopo aver annunciato il ritiro della delibera per il voto d’aula, ha ritenuto opportune alcune specificazioni: “Primo, sul programma di lavoro della commissione è richiesto l’assenso dei componenti; secondo, è chiaro che il bersaglio principe di tanti interventi di minoranza non è l’Uncem o Giurlani, ma il Pd, quindi non posso stare zitto; terzo, la commissione dovrà avere il compito di chiarire non la legittimità delle erogazioni a Uncem, che in quanto ente rappresentativo per legge aveva diritto a tali risorse, ma la corrispondenza tra tali assegnazioni di risorse ed il loro corretto impiego”. “Sarà il nostro rappresentante in commissione a esprimere questi principi”, ha concluso Marras. Claudio Borghi, portavoce dell’opposizione, prendendo atto del ritiro da parte di Marras, si è augurato un confronto costruttivo, “senza intervento di maggioranza sulle poche armi che i gruppi di minoranza hanno a disposizione”. A chiudere il dibattito il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani: “Prendo atto del ritiro del testo, che sarà comunque patrimonio comune in sede di Ufficio di presidenza, quando oggi pomeriggio andremo a deliberare sulla richiesta presentata da 10 consiglieri”, ha assicurato il presidente, che in sintesi ha ripercorso l’articolo 61 del Regolamento sulla istituzione delle Commissioni di inchiesta.

Parla Marras (PD)

«Il nostro gruppo vuole chiarezza e trasparenza sulla vicenda Uncem, ma rigetta con forza l’idea di mettere sul banco degli imputati il Pd. L’ho detto con nettezza in aula: non accettiamo il “voi”. Donzelli aveva due possibili strade per chiedere la commissione d’inchiesta, ha scelto quella della proposta di delibera ed il conseguente dibattito in Consiglio. Per questo, abbiamo pensato di svolgere fino in fondo il nostro ruolo, presentando degli emendamenti che avevano l’obiettivo di specificare e puntualizzare l’oggetto della commissione. Perché il punto è proprio questo: la commissione dovrà avere il compito di chiarire non la legittimità delle erogazioni a Uncem, che in quanto ente rappresentativo per legge aveva diritto a tali risorse, ma la corrispondenza tra tali assegnazioni di risorse ed il loro corretto impiego. Se cioè la Regione ha svolto un controllo sulla finalizzazione delle erogazioni a Uncem Toscana. Di questo si deve discutere, su questo bisogna chiarire e non ci tiriamo indietro, come abbiamo già fatto in maniera più che costruttiva nelle precedenti commissioni d’inchiesta in questa legislatura. Oggi, per dare seguito a una libera discussione troncata ieri sera dalla decisione di Donzelli di “portare via il pallone”, cioè di ritirare la propria proposta di deliberazione per ripiegare sulla richiesta sottoscritta dai singoli consiglieri d’opposizione, abbiamo richiesto in aula l’iscrizione all’ordine del giorno di una nostra proposta. L’obiettivo, chiaramente, non era quello di istituire una commissione d’inchiesta “alternativa”, ma era quello di essere coerenti con la nostra volontà di dare un contributo costruttivo. Di fronte a certi toni accesi del dibattito, che in alcuni interventi di consiglieri dell’opposizione hanno confermato il nostro giudizio che più che la chiarezza sul caso Uncem a taluni interessa inseguire un fantomatico “sistema Pd”, abbiamo deciso di ritirare la nostra richiesta. Siamo certi che l’ufficio di presidenza, come puntualizzato dal presidente Giani, saprà deliberare l’istituzione della commissione d’inchiesta, come avvenuto in altri casi, con la consueta misura, nel rispetto del regolamento e delle posizioni di tutti i gruppi consiliari».

Così Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, sintetizza quanto avvenuto stamani in aula sulla proposta di istituzione di una commissione d’inchiesta su Uncem Toscana.

Le parole di Alberti (Lega)

“Tra ieri ed oggi-afferma Jacopo Alberti, Consigliere regionale della Lega Nord-è andato in scena, nell’Aula del Consiglio regionale, un deplorevole “balletto” su un tema scottante e d’attualità come quello relativo all’istituzione di un’apposita Commissione d’inchiesta sul famigerato caso Uncem.” “Il Pd-precisa il Consigliere-ha presentato un Ordine del giorno in cui, in estrema sintesi, condivide l’idea di approfondire la tematica, a patto che si stabilisca a priori come Uncem abbia agito per il meglio, che se l’ex Sindaco di Pescia, Giurlani, è colpevole, lo stabilirà la magistratura e che, comunque, il Partito Democratico non c’entra assolutamente nulla in tutta questa vicenda.” “Come naturale contraltare-precisa il rappresentante del Carroccio-ben 10 Consiglieri d’opposizione(con il Gruppo Lega in testa) hanno presentato, a loro volta, una specifica richiesta di promuovere una Commissione in merito che, a termini di regolamento, deve essere, poi, ratificata dall’Ufficio di Presidenza.” “In pratica-conclude Jacopo Alberti-quella ipotizzata dal Pd sarebbe una pseudo-commissione che partirebbe già col piede sbagliato, dando come inoppugnabili determinate problematiche che, viceversa, andrebbero doverosamente approfondite, mentre quella proposta dalle opposizioni sarebbe sicuramente più lineare e si muoverebbe, nei limiti consentiti, a 360°; insomma, vogliamo che la verità venga a galla, oppure auspichiamo un Forteto-bis?”

Fonte: Gruppo Partito Democratico - Consiglio Regionale della Toscana

Exit mobile version