Il sindaco dimissionario di Pescia Oreste Giurlani ha risposto alle domande e si è difeso davanti al gip di Firenze Anna Liguori, durante l'interrogatorio di garanzia di oggi, martedì 6 giugno. Il gip si è riservato la decisione, attesa per i prossimi giorni.
Giurlani è stato assistito dal difensore, avvocato Gabriele Melani, che ha presentato istanza di revoca dei domiciliari.
Tra le accuse Oreste Giurlani ha spiegato che il numero esorbitante di chilometri di benzina fattisi rimborsare dall'ente (10-11.000 al mese, con un picco di 15.000) corrispondeva alla reale percorrenza delle strade compiuta in auto per seguire le attività dell'Uncem, l'associazione dei comuni montani.
Sarebbe stato affermato che presso l'Uncem "c'è tutta la documentazione contabile, con scontrini e fatture, che può attestare tutte le spese sostenute, senza lacune". Giurlani avrebbe chiarito e motivato anche la tipologia e il motivo degli acquisti fatti coi soldi dell'Uncem, come telefonini e Ipad, spese che hanno richiamato l'attenzione degli investigatori. Il gip Liguori con le sue domande si sarebbe soffermato anche sull'altro aspetto per cui Giurlani è indagato, la corruzione, ipotesi relativa a fatti più vicini al suo ruolo pubblico a Pescia.
In udienza il pm titolare dell'inchiesta Tommaso Coletta era insieme al procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo. Gli inquirenti hanno ribadito la necessità di un periodo di arresti domiciliari per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove. Invece, nella discussione sulla possibile reiterazione del reato, la condizione sembra decadere di fronte alle dimissioni date ieri da Giurlani sia da sindaco di Pescia sia da vicepresidente dell'Anci Toscana con delega alla montagna.
