A tre anni di distanza dal restauro del primo pulpito, anche il secondo grandioso lavoro sacro di Donatello presente nella basilica di San Lorenzo è tornato allo splendore originario. Nuovamente merito di un accurato intervento dell’Opificio delle Pietre Dure, il restauro del Pulpito della Passione, collocato nella parte sinistra della navata centrale proprio di fronte a quello della Resurrezione, restituisce visibilità ai dettagli del lavoro bronzeo di Donatello e dei suoi collaboratori Bartolomeo Bellano e Bertoldo di Giovanni.
L’intervento di conservazione del Pulpito della Passione, iniziato nel marzo del 2014 con le indagini preliminari, la campagna fotografica e le prove di pulitura, è stato finanziato in parte dalla raccolta di fondi versati dai visitatori del primo pulpito. Dopo il restauro di quest’ultimo, concluso nell’ottobre del 2013, è stato infatti allestito un ponteggio per consentire di guardare da vicino i dettagli dell’opera di Donatello: chi voleva godere della vista ravvicinata dell’opera ha lasciato un euro per finanziare il recupero in corso del Pulpito di fronte. In questo modo semplice ed efficace sono stati raccolti oltre 100 mila euro; il resto dei fondi necessari per il restauro è stato versato da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Ministero dei Beni Culturali e Opera Medicea laurenziana. Il costo complessivo è stato di circa 300 mila euro.
“Quest'evento vuole costituire un primo segnale dell’indirizzo che vogliamo conferire all’attività della nostra fabbriceria – sottolinea Paolo Padoin, Presidente dell’Opera Medicea Lauranziana -. Qualcosa del nostro lavoro di questi primissimi mesi si incomincia a toccare con mano. In silenzio abbiamo programmato eventi di rilievo, mettendo da parte iniziative di scarso respiro.
Per questo abbiamo promosso, insieme ad altri Enti e istituzioni, un trittico di manifestazioni. Non soltanto oggi presentiamo la Basilica liberata dalle impalcature, in tutto il suo splendore, ma già domani è in programma, a Casa Martelli, un importante Convegno sull’Annunciazione di Filippo Lippi, mentre sabato 27 si terrà in questa stessa Basilica, in occasione della presentazione vera e propria al pubblico dei pulpiti rinnovati, un concerto del coro della stessa, diretto dal maestro Cerini. Eventi che precedono altre iniziative in cui è impegnata l’Opera Medicea Laurenziana, a cominciare dal prestigioso Convegno organizzato dall’Opificio delle Pietre Dure che il 15 e 16 giugno prossimi vedrà raccolti presso la sede della Cassa di Risparmio di Firenze i maggiori studiosi mondiali per confrontarsi sui Pulpiti restaurati e poi visitarli.
E per rispondere alla curiosità ed all’interesse che circonda i Medici (si parla già di una seconda fiction televisiva) l’Opera Medicea Laurenziana ha accolto la richiesta dell’Associazione Stampa Toscana di ospitare la mattina del 6 giugno nella Sala Borsi un seminario con crediti formativi per i giornalisti: occasione per riportare alla luce elementi di verità sulla famiglia che ha dominato e governato Firenze per secoli. Con me – coordinati dal presidente dell’AST Sandro Bennucci - interverranno il priore monsignor Marco Domenico Viola, il giornalista-consigliere dell’Opera Antonio Lovascio , il professor Giovanni Cipriani, storico e docente all’Università di Firenze e tra i massimi studiosi dei Medici e dei Lorena, e la storica dell’arte Monica Bietti, direttrice del Museo delle Cappelle Medicee”.
Il Pulpito della Passione è chiamato così perché rappresenta scene della passione di Cristo: l’Orazione nell’orto, Cristo davanti a Pilato e Caifa, la Crocifissione, il Compianto e la Sepoltura, realizzate tra il 1456 e il 1466, anno della morte del Maestro. Dei primi del XVII secolo sono invece la scena con la Flagellazione e lo sportello con San Giovanni Evangelista, intagliati in legno.
Proprio a causa della differenza di tecniche e materiali, oltre alle maggiori dimensioni dell’opera, l’intervento su questo secondo pulpito è stato ancora più impegnativo del precedente.
L’Opificio delle Pietre Dure ha condotto il magistrale restauro iniziando come sempre con la stesura di un progetto preliminare, seguito da una campagna diagnostica approfondita, allo scopo di individuare le tecniche di realizzazione e dei fenomeni di degrado dell’opera, per arrivare al progetto definitivo e infine al progetto esecutivo.
Il restauro ha consentito un approfondimento delle conoscenze riguardo agli aspetti storici, tecnologici e conservativi dell’opera, e a una migliore comprensione degli aspetti estetici, grazie al lavoro di restituzione dei particolari scultorei.
I risultati delle indagini del Laboratorio Scientifico hanno supportato l’intero svolgimento del lavoro per la pulitura delle parti decorate con oro in foglia e di quelle prive di doratura, consentendo l’impiego delle metodologie di più recente formulazione e applicando prodotti a bassa tossicità.
Sono state eseguite analisi, qualitative e quantitative dei prodotti in superficie e dei componenti della lega metallica, una cospicua documentazione grafica, fotografica e video, nonché radiografie di tutta la struttura metallica e lignea, conseguendo così un quadro esaustivo del manufatto.
Fonte: Ufficio Stampa
