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Ztl non stop, i tassisti fiorentini vicini ai negozianti

Claudio Giudici Presidente Uritaxi

Al di là di quello che potrebbe essere l'immediato vantaggio anche per i tassisti fiorentini, la decisione dell'amministrazione di introdurre una ztl no-stop prolungata dal giovedì al sabato, ci pare molto pericolosa, ed in prospettiva potrebbe ritorcersi anche contro di noi.

Durante gli anni della crisi, tutta l'imprenditoria fiorentina è stata gravata da un aumento della pressione fiscale locale, da nuovi obblighi – penso all'obbligo di dotarsi di nuovi dehors -, da difficoltà infrastrutturali preventivate e non che hanno impattato su tutti.
A tutto ciò, si aggiunge questa nuova decisione amministrativa che rischia di far saltare la tenuta economica di molte attività che concentrano il loro giro d'affari, soprattutto durante la notte.

Oggi, la città paga il prezzo del ritardo infrastrutturale.
Infatti, normative di matrice neo-liberista, a cui - va riconosciuto - l'amministrazione sta cercando di porre freno, hanno provocato lo spuntare scriteriato di attività, senza che fosse, di pari passo, programmato il sorgere di nuove infrastrutture utili a far prosperare quelle attività, e a rendere comunque vivibile il centro per i residenti. I posteggi annunciati ma mai realizzati, sia attraverso il recupero di stabili, sia attraverso lo sfruttamento del sottosuolo, avrebbero reso sostenibile una decisione come quella che oggi l'amministrazione intende prendere. Ma in assenza di ciò, il risultato che verrà perseguito sarà solo quello di tenere sempre più lontani dal centro i fiorentini. In assenza di questo, queste attività - con i margini risicati provocati dall'iper-concorrenzialità e dall'iper-tassazione - vanno difese, in quanto producono ricchezza e lavoro, beneficio fiscale per la stessa amministrazione, sicurezza e valore immobiliare per gli stessi residenti.

Dalla sosta selvaggia e dagli schiamazzi ci si può e ci si deve difendere con un maggior presidio del territorio. Se tali problemi sono divenuti così insostenibili, si dovrebbe concentrare una parte più considerevole della spesa pubblica a tal fine.
Anche perché, tutto ciò va odiosamente nella direzione di un doppio standard: quello a tutela delle multinazionali del fashion che controllano ormai tutti i principali brand del lusso, attraverso le pedonalizzazioni che difendono lo shopping del ricco turista locato negli hotel del centro, e che dunque non ha bisogno di alcun mezzo per muoversi; e quello che non tutela le attività tipiche, negozi e botteghe, che devono ancora oggi la loro fortuna al fiorentino, a cui però si rende troppo difficile l'accesso a quel mix di bellezza, arte, scienza e filosofia del centro di Firenze, che, come diceva Fioretta Mazzei, ne educa l'animo.

Fonte: Claudio Giudici Presidente Uritaxi Toscana

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