Giovedì 20 aprile alle ore 18.00 a Poggibonsi, presso la Sala Conferenze Accabì Hospital Burresi, in via Carducci 1, il giornalista Orlando Pacchiani dialoga con Massimo Nardini, autore del libro“Lando Conti. Sindaco di Firenze 1984-1985”. Alla presentazione del libro, edito da Betti Editrice, interverrà il Presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani.
Nel pomeriggio del 10 febbraio 1986, nella zona di Ponte alla Badia a Firenze, Lando Conti fu assassinato con 17 colpi di pistola. Nella stessa serata una telefonata anonima a un giornale milanese ne rivendicò l’attentato. Da pochi mesi aveva terminato il mandato di sindaco di Firenze, un incarico breve quanto impegnativo dove aveva saputo infondere nella città la fiducia nel futuro.
Il testo di Massimo Nardini ripercorre, sulla base di documenti e ricerche personali, il percorso di Lando Conti da Sindaco, partendo dal dicembre1982 in cui Firenze rimase senza una guida a seguito della spaccatura tra Pci e Psi.
Appurata l'impossibilità di costruire una coalizione sulle basi esistenti, dopo alcune settimane d’incertezza e confusione, si provò a costruire una coalizione alternativa e di individuare una persona per la carica di primo cittadino in cui tutte le forze politiche della nuova coalizione potessero riconoscersi. Fu nominato Alessandro Bonsanti, ma la sua morte dopo poco più di un anno, lasciò Firenze di nuovo senza un sindaco. La sua eredità venne raccolta, non senza difficoltà, proprio dal repubblicano Lando Conti. Il periodo in cui si trovò alla guida della città fu oggettivamente breve: eletto il 18 aprile del 1984, sapeva di avere davanti a sé un mandato che sarebbe giunto al termine con le elezioni dell’anno successivo ma, invece di optare per una linea di governo ordinaria, Conti scelse di dare il via a una progettualità completamente proiettata verso il futuro. Con lui Firenze riscoprì una voglia di guardare avanti che mancava da tempo a Palazzo Vecchio e che permise di impostare progetti di cui oggi, a trenta anni di distanza, è possibile apprezzare tutta la lungimiranza. Uno dei sindaci più apprezzati di Firenze, un politico che si occupava dei grandi temi universali, ma che era molto attento anche ai problemi spiccioli dei cittadini.
Fonte: Ufficio Stampa
