Sciopero dei casellanti, Fit-Cisl Toscana: "Il Governo riveda le concessioni"

Stefano Boni

Stefano Boni (Fit-Cisl Toscana): "Non hanno favorito né gli utenti, né l’occupazione, ma solo un gruppo privato"


"Siamo di fronte a una situazione paradossale: una società che opera in regime di monopolio grazie a una concessione del Governo che si permette di non applicare una circolare ministeriale per guadagnare di più, penalizzando l’occupazione e gli utenti.”

A dirlo è il segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni, che interviene sulle ragioni dello sciopero di oggi e sui possibili disagi per l’utenza.

"Ci dispiace per quei viaggiatori che oggi hanno trovato più code del solito ai caselli – dice Boni - ma le responsabilità sono tutte di Autostrade per l’Italia, che ha scelto di convogliare tutte le vetture sulle porte automatizzate piuttosto che aprire i caselli non presidiati durante lo sciopero di oggi".

“Oggi scioperiamo perché Autostrade – spiega il segretario Fit – ha finora disatteso la circolare ministeriale che prevede la presenza di un addetto anche ai caselli totalmente automatizzati per tutte le 24 ore, per maggiore sicurezza ed assistenza ai viaggiatori in caso di guasti o inconvenienti vari. E’ gravissimo che ad agire così sia un’azienda che nel solo 2016 ha registrato un utile di un miliardo di euro".

"Con questo sciopero – dice Boni - chiediamo al Governo di porre rimedio alla situazione, rivedendo subito le concessioni autostradali, che evidentemente non hanno funzionato, aiutando solo la rendita: non ci hanno guadagnato gli utenti, perché il servizio non è migliorato e gli investimenti non sono aumentati; non ci hanno guadagnato i lavoratori, perché l’occupazione non è cresciuta e si è anzi precarizzata; i vantaggi sono stati solo per un gruppo privato che ha avuto cospicui utili. Lo Stato si riprenda le autostrade e rilanci gli investimenti e l’occupazione".

Fonte: Cisl Toscana

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