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Tutelare il centro storico di Firenze, intesa Regione-Comune

Divieto, per un periodo di tre anni, di apertura di nuovi esercizi alimentari e di ristorazione, introduzione di limitazioni a tutela del centro storico di Firenze. Lo stabilisce lo schema di intesa tra Regione e Comune di Firenze che la giunta regionale ha approvato nell'ultima seduta di ieri.

La misura è motivata dalla volontà di tutelare il centro storico fiorentino da attività economiche che rischiano di snaturarne l'identità culturale. In particolare, infatti, secondo i dati dell'ufficio statistica del Comune di Firenze, negli ultimi 5 anni gli esercizi di somministrazione, in ambito cittadino, sono cresciuti del 28,6%. Però, mentre fuori dal centro storico l'aumento è stato del 16%, al suo interno l'aumento è stato del 44%, con una densità di presenza di esercizi di somministrazione di 215,4 per chilometro quadrato, contro gli 11 per kmq fuori del centro.

Restando sempre nel centro storico, è da registrare un aumento degli esercizi di commercio alimentare del 78,7% (contro quello in città pari al 10,7%) e con una densità di presenza di 48,1 per kmq: sommando le densità delle due tipologie di attività si arriva ad avere 263,6 esercizi per kmq.

Il centro storico del Comune di Firenze, sin dal 1982, fa parte dei siti italiani inseriti nella lista del patrimonio mondiale Unesco ed è sottoposto ad apposito piano di gestione. Il suo eccezionale valore universale è stato confermato e approvato dall'Unesco World Heritage Committee nel 2014: «l'unicità dell'artigianato fiorentino e i negozi tradizionali del centro storico sono una testimonianza concreta del passato locale. In questo modo, essi garantiscono la continuità di una tradizione eccezionale, in grado di perpetuare l'immagine storica della città».

"Firenze – ha spiegato il presidente Enrico Rossi - è una città con un'alta densità di beni culturali dislocati in un territorio limitato con un flusso turistico concentrato nel centro storico e quello che vogliamo evitare è una perdita della sua tipicità a favore dell'omologazione dettata da ragioni connesse alla preponderanza della presenza dei turisti rispetto ai residenti".

"La peculiarità del centro storico fiorentino – ha detto l'assessore al turismo Stefano Ciuoffo - deve rimanere legata all'identità trasmessa anche da negozi e botteghe e dai suoi commercianti, non solo dai monumenti e dai palazzi. È un quadro che si tiene insieme e che dobbiamo cercare di preservare, perchè la peculiarità e tipicità delle nostre città ci sta a cuore e dobbiamo mantenerne l'attrattività".

All'inizio del 2016 il Comune di Firenze ha approvato il Regolamento Unesco, che detta "Misure per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico", che ha consentito di adottare alcune azioni a tutela dell'identità culturale e storica del centro storico, ma oggi è emersa l'esigenza di agire con ancora maggiore determinazione a tutela dell'identità e tradizione di questa parte della città.

Da questa esigenza nasce l'Intesa con la Regione, che sarà firmata a breve, utilizzando lo strumento di recente introdotto dal d.lgs. 222 del 2016, grazie al quale il Comune, per le finalità di tutela delle aree di particolare pregio già indicate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, d'intesa con la Regione e sentito il competente soprintendente del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, può adottare deliberazioni volte a delimitare zone o aree aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico in cui possa essere vietato o subordinato ad autorizzazione l'esercizio di attività economiche ritenute incompatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Di conseguenza, a seguito della firma dell'Intesa, il Comune approverà il suo nuovo Regolamento Unesco, con le ulteriori misure di tutela dell'identità del centro storico.

Confesercenti, intesa Regione - Comune per la tutela del centro storico

In una breve nota congiunta Nico Gronchi e Santino Cannamela, rispettivamente Presidente Regionale e Città di Firenze di Confesercenti plaudono all’intesa raggiunta ieri in giunta regionale per preservare la città e il tessuto commerciale costituito dall’artigianato fiorentino e dai negozi tradizionali:

"Abbiamo già pubblicamente sostenuto, nei giorni scorsi, la misura con cui il Comune di Firenze, nell’ambito del percorso amministrativo per la modifica del cosiddetto Regolamento UNESCO ha proposto, tra le altre cose, il blocco totale per tre anni alle nuove attività alimentari e della ristorazione.

L’intesa con la Regione Toscana rafforza notevolmente il quadro normativo di chi non intende arrendersi all’assalto dei processi di globalizzazione e standardizzazione dell’offerta commerciale che purtroppo riguarda, per una serie di motivi facilmente intuibili, le città d’arte più importanti del Paese e quindi anche Firenze.

I dati forniti dall’Ufficio Statistica di Palazzo Vecchio sono d’altronde eloquenti, con aumenti vertiginosi, negli ultimi cinque anni, per le attività di somministrazione/alimentari nel centro storico della città rispetto al restante territorio comunale: è dunque necessario intervenire per salvare quanto ancora non compromesso in termini di identità economica e commerciale.

Un vero e proprio valore aggiunto quest’ultimo, che, se perfettamente integrato con il patrimonio artistico e monumentale delle città fa sicuramente di Firenze una delle città più attrattive del mondo".

Dal Comune di Firenze

Blocco per tre anni delle aperture di nuovi esercizi alimentari e di somministrazione e introduzione di una serie di tutele per aree di particolare sensibilità all’interno del centro storico di Firenze. È quanto prevede l’intesa tra Comune di Firenze e Regione Toscana che, dopo l’ok di ieri della giunta regionale, ha incassato oggi il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re. È la ‘fase due’ del regolamento per la tutela del centro storico approvato a gennaio 2016, che contiene misure ancora più incisive a tutela dell’identità dell’area Unesco.

“Un passaggio importante che ha registrato unanimità di vedute tra i vari soggetti coinvolti – ha detto l’assessore Del Re - Una condivisione di intenti, programmazione e azioni tra Comune di Firenze e Regione Toscana, ma anche piena sintonia con la Soprintendenza e le associazioni di categoria sullo stop per tre anni delle nuove aperture. Con il regolamento approvato lo scorso anno – ha spiegato Del Re - avevamo provato a innalzare la qualità del commercio alimentare e della somministrazione e a mettere un freno al proliferare delle nuove aperture, attraverso una Scia rafforzata e una procedura di deroga. Nonostante questi vincoli diversificati, però, le aperture hanno continuato ad aumentare, superando in media nel 2016 quelle dei cinque anni precedenti. A conferma di un’area sempre più oggetto di attrazione. Per questo, abbiamo deciso di introdurre una misura più forte come il blocco delle aperture per tre anni”.

La misura prevede, nello specifico, il blocco per i prossimi tre anni di nuove aperture di attività di somministrazione di alimenti e bevande e attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di attività artigianali o industriali di preparazione o vendita di prodotti del settore alimentare.

“Le modifiche che andiamo ad apportare al regolamento – ha proseguito Del Re – anche sulla base del piano di gestione dell’Unesco che il nostro Comune ha approvato lo scorso anno, hanno l’obiettivo di tutelare l’identità di un luogo così particolare e prezioso come il centro storico di Firenze, che per l’Unesco è rappresentato non solo da monumenti e patrimonio artistico presente in questi cinque kmq, ma anche quel tessuto economico e sociale rappresentato dal commercio tradizionale, dal commercio di artigianato e dagli esercizi storici. Un patrimonio – ha spiegato l’assessore – la cui identità è messa a repentaglio da un’eccessiva crescita in questa area del settore del commercio alimentare”.
La delibera di modifica al regolamento Unesco si basa sul decreto legislativo 222 del 2016 ma anche sul piano di gestione dell’Unesco che il Comune di Firenze ha approvato nel 2016.

Dal 2012 a oggi, all’interno dell’area Unesco, il commercio alimentare è aumentato del 78%; nella stessa area sono attualmente 217 gli esercizi di somministrazione presenti per kmq, rispetto agli 11 presenti fuori dall’area Unesco.

“Sono dati significativi che fotografano due città diverse – ha detto l’assessore – Lo stesso vale per il commercio al dettaglio di generi alimentari, che ha registrato non solo un aumento di nuove aperture ma anche spesso una trasformazione di questi esercizi in luoghi di vendita di alcolici e superalcolici, più che in negozi di vicinato veri e propri, con tutte le conseguenze negative in tema di sicurezza e salute pubblica. Allo stesso tempo, guardando anche alle medie nazionali, il numero di esercizi già presenti soddisfa tanto la domanda interna quanto quella dei flussi turistici”.

Un provvedimento che si inserisce all’interno di un insieme di politiche che l’amministrazione sta implementando per sostenere il commercio tradizionale, come le agevolazioni Imu e il divieto di trasformazione degli esercizi storici. Un provvedimento a tutto tondo che riguarda solo il 5% del territorio comunale rappresentato dall’area Unesco, mentre sul restante 95% del territorio fiorentino potranno continuare ad aprire nuove attività. “Dobbiamo guardare questo momento in un’ottica di sviluppo futuro della città – ha concluso Del Re - A breve saranno attive le linee 2 e 3 della tramvia, che contribuiranno a dar vita a nuovi ‘centri’ della città diventando meta di nuovi investimenti e flussi turistici”.
Le modifiche al regolamento dovranno essere approvate con delibera di giunta nei prossimi giorni. Il testo passerà poi all’esame delle commissioni e del Consiglio comunale.

Fonte: Regione Toscana

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