Si è svolto oggi il consiglio comunale della città di Firenze. Riportiamo gli interventi del dibattito nell'assise comunale.
Adozione a una coppia gay, Rossi (DeP): “Sentenza storica, si tratta di una vera e propria famiglia”
Questo il testo della comunicazione nel consiglio comunale di oggi del consigliere Alessio Rossi (Movimento Democratico e Progressista).
“Segna una svolta storica la sentenza di Firenze di qualche giorno fa, che riconosce e legittima l' adozione ad una coppia gay, perché , come si legge dalla sentenza "si tratta di una vera e propria famiglia". Non si parla delle famose "step child adoption", siamo ben oltre, qui si tratta del riconoscimento di un'adozione da parte di una coppia italiana omosessuale, di due fratelli, avvenuta nel Regno Unito .
La corte ha riconosciuto il supremo interesse dei minori, ha riconosciuto che quei bambini sono figli della coppia anche in Italia. Quindi cittadini italiani. Con la sentenza si scorpora definitivamente la genitorialità da quel superato vincolo biologico. Perché nessuno può ridurre la famiglia solo a quello. Dove non è arrivata la politica , per la sua chiusura , per la pochezza di alcuni attori politici, è arrivata la magistratura, questo dovrebbe far riflettere tutte le forze politiche, di come la politica ormai non dia risposte ai bisogni dei nostri cittadini.
Dobbiamo ripartire dalla revisione dello strumento dell'adozione, portare avanti l'adozione ai single e alle coppie non sposate, insomma dobbiamo scrivere un nuovo capitolo. L'amore combacia con la felicità! Per questo auguro da Firenze a questa famiglia tutta la felicità possibile!”. In un question time nel consiglio comunale di oggi, il consigliere PD Leonardo Bieber ha affrontato il tema delle assegnazioni e graduatorie degli alloggi Erp. Questo il suo intervento dopo aver ascoltato la risposta da parte dell’assessore Sara Funaro.
Case popolari e immigrazione, Bieber (PD): “Positiva una maggiore flessibilità nei criteri di assegnazione per evitare la ghettizzazione delle comunità straniere”
“Nei 7.533 alloggi Erp nel Comune di Firenze abitano per l’82,77% italiani e per il 17% stranieri. Se leggiamo la graduatoria per le prossime assegnazioni, però, il quadro cambia molto: solo il 53% delle domande infatti sono presentate da cittadini italiani, il 47% da stranieri.
Alla luce di questi dati, crediamo sia necessario approfondire il ragionamento su come si intenda gestore il fenomeno dell’immigrazione e l’assegnazione di case popolari. Il semplice innalzamento da cinque a dieci anni di residenza come requisito per poter accedere alla graduatoria non è, a nostro avviso, la soluzione. Come ha sottolineato oggi l’assessore Funaro, una maggior flessibilità nei criteri per raggiungere un migliore equilibrio sociale potrebbe essere positiva, così da esaminare la composizione del nucleo familiare, le condizioni economiche, la possibilità di "pescare" tra più graduatorie, ecc., perché diventi possibile creare condomini armoniosi, che vedano presenza di italiani e stranieri insieme. Così si può combattere il fenomeno dei ‘ghetti’, così l’amministrazione può mettersi al passo del cambiamento della società, anche nella nostra regione e nella nostra città, riaffermando quel principio di legalità che non deve essere sventolato in modo strumentale da destra o sinistra ma rappresenta un elemento fondante della nostra società. Nelle scuole pubbliche, come nei giardini dove stanno i nostri bambini, la presenza di piccoli stranieri è sempre più numerosa. L’economia riflette questa crescita di presenze e questi cambiamenti; un dato su tutti, rilevato da Cna Federmoda Toscana sugli odierni quotidiani: il 50,7% delle imprese artigiane della moda è oggi a guida straniera. In una società in cui, in prospettiva, saranno gli stranieri col loro lavoro a pagare le pensioni degli italiani, occorre mettere in atto azioni che consentano di integrare e armonizzare le componenti della nostra comunità, secondo il modello lapiriano di comunità e di convivenza, non certo inseguendo l’idea di costruire barriere per arginare il fenomeno dell’immigrazione, terreno peraltro politicamente "scivoloso" e non così vicino alle nostre sensibilità”.
Manutenzione strade, Torselli (FDI): “Ecco il risultato della riorganizzazione di SAS: a lavorare sulle strade di Firenze sono solo in cinque”
“Con la fine del mese di febbraio, il risultato della riorganizzazione di SAS, fortemente voluta e caldeggiata dall’amministrazione Nardella, è finalmente sotto gli occhi di tutti: una società completamente svuotata dei propri dipendenti (la maggior parte è stata trasferita a Quadrifoglio) rimasti in meno di una decina (ma tre sono da tempo in malattia, a causa di patologie di una certa gravità), che non sa più quali siano le proprie competenze, ma che in realtà deve riparare alle buche, alla segnaletica ed a tutte le situazioni di pericolo che si verificano in città”. Questo è quanto dichiara Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Vecchio.
“L’idea annunciata dall’amministrazione - spiega Torselli - era quella di togliere a SAS la competenza sui lavori stradali di Firenze, assegnandoli ad un ‘Global Service’ attraverso un bando di gara. Per questo l’azienda è stata svuotata delle proprie professionalità, tutte o quasi trasferite a Quadrifoglio tra gennaio e febbraio, ma ciò nonostante nessun bando è stato fatto, né se ne intravedono all’orizzonte. Per adesso si va avanti con contratti e contrattini temporanei, a questa ed a quella ditta, che sopperiscano a quello che finora ha fatto SAS. Una situazione che non solo lascia dubbi oggettivi sul vantaggio economico per la città di Firenze, ma che evidentemente non funziona, generando disservizi e mancanza di capacità di pronto intervento in tutta la città”.
“Basti pensare a quanto accaduto il 6 marzo scorso in via Forlanini - prosegue il capogruppo di Fratelli d’Italia - laddove la Polizia Municipale ha segnalato un pericoloso avvallamento al manto stradale alle ore 22, ma che non è stato riparato fino alle 11.30 del mattino seguente quando sul posto, addirittura scortati dalla Polizia Municipale, sono sopraggiunti i cinque ‘temerari’ superstiti di SAS, coptati con urgenza mentre svolgevano le proprie mansioni e costretti ad intervenire per riparare la buca e riaprire il transito”.
“Ai cinque ‘temerari’ - conclude Torselli - che da soli stanno tenendo testa a segnaletica, interventi di pericolo e manutenzione strade in tutta la città, va il nostro più sincero ringraziamento ed il nostro plauso più sincero. Detto questo, ci permettiamo di obiettare che le premesse annunciate dell’amministrazione comunale fossero ben diverse! Dove sono finiti gli annunci di efficientamento del servizio? Del risparmio dei tempi di intervento? Del risparmio dei costi? Tutto finito nel dimenticatoio, come la gran parte degli annunci di questa amministrazione. Una cosa è certa: del ‘Global Service’ se ne parlerà, a voler essere ottimisti, non prima del 2018, mentre la domanda che da sempre poniamo agli amministratori del Partito Democratico è destinata a restare ancora senza risposta: perché nessun sindaco ha mai voluto investire un centesimo di Euro per ammodernare e far crescere SAS? La risposta non ci è mai stata data, ma i risultati delle sciagurate gestioni dall’azienda sono oggi sotto gli occhi di tutti".
Stefania Collesei (MDP): “Emergenza Centri per l'impiego”
Questo Comune – spiega la consigliera del Movimento Democratico e Progressista Stefania Collesei – ha approvato una risoluzione a fine 2016 per chiedere la proroga dei contratti a tempo determinato per il 2017 per i lavoratori dei Centri per l'impiego. Per la nostra Città Metropolitana di Firenze si tratta di 54 persone che attendono di essere stabilizzate. Ma anche i lavoratori a tempo indeterminato chiedono certezze. In realtà la proroga era stata concessa, ma solo fino al 30 aprile. La Regione Toscana aveva messo anche a disposizione diversi milioni. Ma dovrà essere il Governo a dare risposte con la stesura del nuovo Testo Unico. Siamo di nuovo in emergenza.
L'8 marzo scorso si è tenuto un incontro tra i sindacati e la Conferenza delle Regioni; e gli stessi procederanno a tempo breve ad una richiesta d'incontro unitaria al Ministero del Lavoro. Mentre chiedo che si proceda velocemente – conclude Stefania Collesei di Articolo 1. Movimento Democratico e Progressista – esprimo solidarietà ai lavoratori dei Centri per l'impiego”.
Antenna Eataly, Grassi: “L'assessora Bettini ammette che gli uffici non hanno lavorato perché impegnati in una riorganizzazione”
“Oggi la prima ammissione sul caso dell'antenna sopra l'immobile che ospita Eataly. La colpa sarebbe degli uffici che non hanno proceduto alla rimozione perché impegnati in una riorganizzazione che continua da due anni? E' una scusa bella e buona”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, commenta le parole dell'assessora Bettini. E incalza: “Si giustifica che, per un problema del tutto interno alla macchina comunale, si sia autorizzata l'installazione di un'antenna di 8 metri accanto al Duomo”.
“E anche se così fosse – continua Grassi – sono gravi le parole che abbiamo sentito oggi. Il solito teatrino dello scarica barile sulle responsabilità, usato solo per nascondere la verità. Nessuno nell'amministrazione comunale ha intenzione di intralciare i piani degli operatori telefonici a Firenze che continuano nell'opera di installazione delle antenne ovunque, su immobili pubblici e ptivati.”
Il consigliere dell'opposizione di sinistra in Palazzo Vecchio attacca: “Le regole forse valgono solo per qualcuno in città, e per qualcun altro no. Perché oltre al danno pure la beffa. Non è stata rimossa e questo è un fatto. E ora si parla della possibilità di un ridimensionamento. Da 8 a 4 metri. Le parole di Nardella di un anno fa si sono sciolte come neve al sole di Marzo”.
“Insomma alla fine - conclude Grassi – i residenti e i turisti dovranno convivere con l'antenna, piaccia o no. E chi è che si farà carico del danno d'immagine per Firenze? Non è dato sapere. Continueremo a chiedere chiarimenti”.
Ex Fiat-Belfiore. Verdi, Grassi e Trombi (Firenze Riparte a Sinistra): “Il Comune si arrenda al mercato ma soprattutto alla natura, si abbandoni il progetto di costruire”
“Quella dell’area ex Fiat-Belfiore – sottolineano i consiglieri di Firenze Riparte a Sinistra Donella Verdi, Tommaso Grassi e Giacomo Trombi – è una storia infinita che dura da 8 anni, una novella dello stento che parla di disastro ambientale, di fallimenti e di abbandono.
Mentre la voragine si approfondisce, in senso letterale, anche la seconda asta è andata deserta, e l’Assessore Bettarini ha convocato con urgenza il curatore fallimentare: tuttavia niente sappiamo circa il futuro di questo pezzo di città.
Un’area deturpata da un'escavazione profonda 15 metri, che ha interessato la falda e che ha prodotto una ferita insanabile nel cuore della città e ora, con i lavori della tramvia della Linea 2 a poca distanza, rischia di avere ripercussioni finanche sulla sicurezza dell’opera stessa.
L’unica nota positiva è che negli anni è sorta un’area boschiva spontanea, composta da pioppi alti fino a 10 metri, salici, un canneto, nella quale una discreta avifauna ha trovato il suo habitat, e che, per questa ragione, è entrata a far parte della possibile lista dei luoghi del cuore come patrimonio da salvaguardare.
Nelle assemblee dei 100 luoghi, i cittadini e le cittadine avevano chiesto la rielaborazione di quel Piano di Recupero che prevede una destinazione prevalentemente alberghiera con parcheggi e case, e che venisse avviato un processo di consultazione partecipativa e una conferenza allargata tra tutti i soggetti interessati, istituzioni e popolazione del quartiere comprese, per una soluzione che vada incontro al benessere di questa parte di città e privilegi la destinazione a verde pubblico.
L’area è già densamente edificata e attanagliata dal traffico, mentre risulta assolutamente carente di aree verdi e servizi a beneficio pubblico che vedano privilegiare il transito dei pedoni e dei ciclisti, nonché sedute a disposizione della cittadinanza.
Nonostante quell’area sia stata sciaguratamente deturpata, è ancora possibile rimediare innanzitutto salvaguardando quell’area boschiva e avifaunistica sviluppatasi spontaneamente: avere quasi nel centro cittadino una zona naturale, con interferenze antropiche ridotte al minimo, indipendentemente dalle cause che hanno portato a questo, è un piccolo, splendido saggio della resilienza propria della natura stessa, che crediamo valga la pena tutelare. Inoltre, un’area verde potrebbe contribuire a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e a depurare l’aria in una zona a così alta densità di traffico. Infine, si darebbe ascolto ad una richiesta che la cittadinanza del quartiere ripete da anni.
Adesso – concludono i consiglieri Verdi, Grassi e Trombi – è l’occasione per l’Amministrazione comunale di dimostrare che sa ascoltare la cittadinanza, sa dare una soluzione per il recupero della città, sa tutelare il bene di chi vi abita e, infine, sa prendersi cura anche di una forma naturale di dissenso: un bosco spontaneo cresciuto laddove si voleva costruire”.
Verdi, Grassi e Trombi (Firenze Riparte a Sinistra): “Ex Fiat-Belfiore: il comune si arrenda al mercato ma soprattutto alla natura, si abbandoni il progetto di costruire”
“Quella dell’area ex Fiat-Belfiore – sottolineano i consiglieri di Firenze Riparte a Sinistra Donella Verdi, Tommaso Grassi e Giacomo Trombi – è una storia infinita che dura da 8 anni, una novella dello stento che parla di disastro ambientale, di fallimenti e di abbandono.
Mentre la voragine si approfondisce, in senso letterale, anche la seconda asta è andata deserta, e l’Assessore Bettarini ha convocato con urgenza il curatore fallimentare: tuttavia niente sappiamo circa il futuro di questo pezzo di città.
Un’area deturpata da un'escavazione profonda 15 metri, che ha interessato la falda e che ha prodotto una ferita insanabile nel cuore della città e ora, con i lavori della tramvia della Linea 2 a poca distanza, rischia di avere ripercussioni finanche sulla sicurezza dell’opera stessa.
L’unica nota positiva è che negli anni è sorta un’area boschiva spontanea, composta da pioppi alti fino a 10 metri, salici, un canneto, nella quale una discreta avifauna ha trovato il suo habitat, e che, per questa ragione, è entrata a far parte della possibile lista dei luoghi del cuore come patrimonio da salvaguardare.
Nelle assemblee dei 100 luoghi, i cittadini e le cittadine avevano chiesto la rielaborazione di quel Piano di Recupero che prevede una destinazione prevalentemente alberghiera con parcheggi e case, e che venisse avviato un processo di consultazione partecipativa e una conferenza allargata tra tutti i soggetti interessati, istituzioni e popolazione del quartiere comprese, per una soluzione che vada incontro al benessere di questa parte di città e privilegi la destinazione a verde pubblico.
L’area è già densamente edificata e attanagliata dal traffico, mentre risulta assolutamente carente di aree verdi e servizi a beneficio pubblico che vedano privilegiare il transito dei pedoni e dei ciclisti, nonché sedute a disposizione della cittadinanza.
Nonostante quell’area sia stata sciaguratamente deturpata, è ancora possibile rimediare innanzitutto salvaguardando quell’area boschiva e avifaunistica sviluppatasi spontaneamente: avere quasi nel centro cittadino una zona naturale, con interferenze antropiche ridotte al minimo, indipendentemente dalle cause che hanno portato a questo, è un piccolo, splendido saggio della resilienza propria della natura stessa, che crediamo valga la pena tutelare. Inoltre, un’area verde potrebbe contribuire a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e a depurare l’aria in una zona a così alta densità di traffico. Infine, si darebbe ascolto ad una richiesta che la cittadinanza del quartiere ripete da anni.
Adesso – concludono i consiglieri Verdi, Grassi e Trombi – è l’occasione per l’Amministrazione comunale di dimostrare che sa ascoltare la cittadinanza, sa dare una soluzione per il recupero della città, sa tutelare il bene di chi vi abita e, infine, sa prendersi cura anche di una forma naturale di dissenso: un bosco spontaneo cresciuto laddove si voleva costruire”.
Scaletti: "La città di Firenze perde 1 milione di euro di finanziamenti regionali per piazza dei Ciompi. Oppure si dimentica di incassarli?"
Questo l'intervento della consigliera Cristina Scaletti (La Firenze Viva)
"ll Comune di Firenze dal 2010 ad oggi aveva ottenuto più di 1 milione di euro da parte della Regione Toscana per la riqualificazione di Piazza dei Ciompi e del suo Mercato. Prima 245 mila euro, poi 181 mila e infine 678 mila su tre diverse linee progettuali. Nessuna di queste tre tranches risulta riscossa dal Comune di Firenze.
Curiosamente compare invece nel programma triennale delle opere pubbliche un finanziamento, questo sì riscosso da parte del Comune, da parte di RFI di importo pressoché analogo ai 678.000 della IV raccolta progettuale della Regione Toscana. Risulta infatti di 687.000. Perché questo finanziamento, proprio su piazza dei Ciompi? Era strafinanziata...più di 1 milione di euro da parte della Regione Toscana...che bisogno c'era di quel finanziamento di RFI? Piazza dei Ciompi si tinge di giallo e pare un enigma...Difficile non pensar male...
Viene infatti da pensare che il Comune per dimenticanza, o per negligenza (magari perché i finanziamenti regionali hanno bisogno di una tempistica contingentata e sono passati anni e anni senza che in piazza dei Ciompi venisse fatto alcunché) oppure per scelta (perché quei finanziamenti erano troppo vincolanti visto che dovevano essere riqualificati contestualmente piazza dei Ciompi e il suo Mercato delle Pulci e il Comune ha drammaticamente cambiato idea) abbia sostituito una parte del finanziamento regionale con uno di RFI.
Forse i cittadini fiorentini e la città di Firenze avrebbero il diritto di sapere per quale motivo l'amministrazione comunale non abbia riscosso i finanziamenti regionali e come, in tempi di assoluta ristrettezza economica, il Comune si sia potuto permettere di rinunciare a più di un milione di euro.
Ed è assolutamente insufficiente, dopo due anni di domande incessanti e di mancate risposte, sentire l'assessore del Re, messa con le spalle al muro, ammettere che i finanziamenti regionali non sono stati incassati. Avremmo voluto saperlo prima, magari spontaneamente da parte dell'amministrazione.
Triste epilogo di una vicenda ancor più triste: una piazza e il suo mercato che muoiono nel silenzio colpevole di chi ci amministra.
Il giallo dell'enigma cede tristemente il posto al rosso della vergogna. Povera Firenze".
Piazza dei Ciompi, l’assessore Del Re: “Nessun finanziamento perso, la consigliera Scaletti ancora una volta fa confusione”
“L’Amministrazione comunale non ha perso alcun finanziamento per la riqualificazione di piazza dei Ciompi; i fondi regionali non sono stati ancora incassati semplicemente perché la Regione non ha ad oggi erogato i finanziamenti relativi alla delibera in questione”. Così l’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re in merito alle affermazioni della consigliera Cristina Scaletti (La Firenze Viva) su piazza dei Ciompi. “La consigliera Scaletti, ancora una volta, fa confusione sulle delibere e sulle linee di finanziamento – ha proseguito Del Re – Da un lato cita una delibera sbagliata del 2009, mentre la delibera con la quale veniva richiesto il finanziamento è la numero 154 del 2013; dall’altro confonde il finanziamento regionale con quello Rfi, già stanziato per la riqualificazione di piazza dei Ciompi ben prima della richiesta dei fondi regionali. Si tratta quindi di due linee di finanziamento diverse non collegate tra loro. Non c’è alcuna perdita di finanziamenti, la consigliera Scaletti si chiarisca le idee rileggendo meglio le carte”.
Nuovo aeroporto e nuovo stadio. MDP: “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti proceda alla trasmissione del parere istruttorio della commissione che esamina la VIA agli enti locali interessati”
“Nel corso del dibattito sugli ordine del giorno, collegati sul nuovo aeroporto e nuovo stadio, articolo 1- Movimento Democratico e Progressista è intervenuto per chiedere che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti proceda alla trasmissione del parere istruttorio della commissione che esamina la VIA agli enti locali interessati.
Atto dovuto – commentano i consiglieri di MDP Alessio Rossi e Stefania Collesei – visto che abbiamo appreso dai media che il parere è positivo ma condizionato da ben 142 indicazioni obbligatorie ai fini della realizzazione dell'intera opera, fra prescrizioni e subprescrizioni.
Porteremo avanti in Consiglio comunale un atto collegato al tema”.
