gonews.it

Il WWF di Pisa: "Le dune e la flora spontanea del litorale vanno rispettati"

Le recenti pulizie della spiaggia a Calambrone ci ricordano quale sia il valore delle dune per i servizi che offrono alla Comunità, dalla tutela dell’Acqua dolce (dal fenomeno di salinizzazione) alla difesa delle aree coltivate dai venti carichi di salsedine. Un ecosistema unico costituito da animali e piante rare tutelate dalla Legge Regionale Toscana 56 del 2000.

I numerosi volontari che hanno partecipato alle operazioni “Acchiappa rifiuti”, insegnandoci con il loro esempio a rispettare le dune e la loro flora spontanea, ci hanno fatto scoprire quanta spazzatura sia stata abbandonata per anni fra i ginepri, i gigli di mare e le altre essenze protette delle dune di Calambrone (e, aggiungiamo noi, di Tirrenia e Marina), una gamma di materiali d’ogni tipo, dalle semplici buste e bottiglie di plastica a pezzi di imbarcazioni e brandelli di infissi.

Ci chiediamo il perché di questo stato di cose. Il problema è purtroppo sempre lo stesso: in un paese come l’Italia, in cui l’analfabetismo ambientale è così diffuso come in pochi posti in Europa, c’è ancora chi crede di fare del bene, dopo aver levato da una spiaggia gli oggetti abbandonati dall’uomo, a nasconderli fra le piante, viste ancora come erbacce e rovi, non meno “disordinati” di ciò che vi viene abbandonato. E naturalmente questa completa inconsapevolezza del valore delle dune accomuna chi le frequenta e chi amministra il territorio nel quale esse sopravvivono fra mille pericoli. Ecco perché non vengono rispettati i vincoli apposti dal Parco e non viene fatta rispettare quella normativa: internazionale, nazionale e comunale, istituita per arginare degrado e illegalità.
Naturalmente i piccoli rifiuti fra le dune li abbandona anche il bagnante che passa distrattamente, per raggiungere la macchina sulla strada, sempre in omaggio all’ignoranza ed alla solita mentalità del tutto estranea a una concezione naturalistica del litorale. Molti di costoro anzi vivono come fatica e disagio il non poter posteggiare la macchina il più possibile vicino al bagnasciuga (come invece , in zone più selvagge del litorale pisano, riescono a fare gli autisti dei mezzi fuoristrada, traendone un insulso motivo di vanto).

Infatti l’uso feticistico dell’auto e la completa dipendenza da essa sono il corollario di questa attitudine di poco rispetto di dune, pineta e macchia sottolineato dal continuo rilascio di rifiuti nelle aree naturali protette che circondano i parcheggi fra Marina di Pisa e Tirrenia. Non c’è dubbio che siano proprio gli automobilisti, che uscendo o entrando in auto, gettano fazzoletti, pacchetti di sigarette e altro campionario intorno al veicolo, naturalmente nella comune inconsapevolezza del valore della vegetazione naturale che li circonda, che appare “incolta” e “disordinata”, solo per il fatto di ricevere la forma dal vento invece che dalla riga e dal compasso.

Si arriva così periodicamente a richiedere nuovi sbancamenti a danno dell’informe” macchia, al fine di amplificare sempre di più i posti macchina, aumentando calca e rifiuti, distruggendo come le cavallette quanto incontrano, senza badare a cosa viene distrutto.

E pensare che recentemente è stata segnalata da studiosi dell’Università di Pisa la presenza, proprio nei parcheggi di Marina e nel giardino della scuola N. Pisano, di pochissimi esemplari di una specie botanica della sabbia che ormai era data per estinta nel litorale pisano, a causa della massiccia antropizzazione e dell’erosione costiera.

Si tratta di un fiore molto bello, il fiordaliso tirreno, che sboccia proprio in estate in mezzo alla spazzatura e all’indifferenza degli automobilisti diretti agli scogli marinesi.

Sarebbe dunque più consono ad una città sede della Normale e che fra l’altro si vanta continuamente della sua cultura, corredare i parcheggi di Marina di tabelle illustrative sulla natura costiera e di dissuasori che tengano i mezzi alla dovuta distanza da macchia e fiori della sabbia, di realizzare quanto previsto per ridurre la pressione delle auto e godersi il mare evitando disagi, tutelando: le dune, la macchia ed i pini.

Fonte: WWF Sezione di Pisa

Exit mobile version