"A seguito della proposta di legge sull'obbligatorietà delle vaccinazioni pediatriche della Regione Toscana, che prevede 13 vaccini come requisito di accesso per nidi, servizi integrativi della prima infanzia e scuole materne, molte persone si sono mosse creando comitati e gruppi locali, cercando di sensibilizzare quante più persone possibili.
Lo scopo non è quello di creare dubbi sull'utilità dei vaccini, infatti molte di queste persone sono vaccinate e hanno vaccinato. Quanto piuttosto quello di portare l'attenzione su come si voglia far passare il togliere una libertà, quella di fare i genitori, come un bene per la collettività.
È ingannevole dire che un obbligo serva per mantenere la copertura, perché con un obbligo chi non vaccina continuerà a non farlo, chi ha dubbi continuerà a proseguire nella sua strada, perché certe scelte sono scelte prese con sofferenza per vari personali motivi che vanno dalle allergie alle sospette reazioni avverse che se pur sospette hanno diritto di essere ascoltate. La maggior parte di noi a suo tempo ha ricevuto i vaccini, ma adesso son raddoppiati e qualche dubbio può essere lecito.
Quale genitore non ha mai avuto dubbi per il proprio figlio, ma la rassicurazione, l'accoglienza e l'informazione magari li hanno dissolti. Noi chiediamo questo: informazione e ascolto, unico strumento peraltro per combattere quella che si pensa essere informazione errata. Si parla del bene per la collettività, ma discriminare i bambini, rendere inaccessibili servizi educativi come nidi e materne è un bene per la collettività?
La comunità ha bisogno di essere resa partecipe e non ghettizzata. È pericoloso pensare di avere la verità in tasca ed é pericoloso togliere una libertà, oggi questo e domani!"
Un gruppo di genitori di Calenzano e Sesto Fiorentino
