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Caccia, il comitato dell'ambito territoriale pisano si dimette

Il Comitato di Gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia di Pisa (acronimo ATC PISA) composto dai rappresentanti delle Associazioni Agricole, dai rappresentanti delle Associazioni Venatorie, dai Rappresentanti delle Associazioni Ambientaliste e dai Rappresentanti degli Enti Locali, in considerazione dell’incertezza legislativa Toscana che coinvolge attualmente tali Enti, al fine anche di determinare da parte della Regione una soluzione a tali questioni, ha rassegnato le proprie dimissioni.

In particolare l’Ambito Territoriale di Caccia di Pisa, pienamente convinto sui dubbi e le perplessità sollevate e comunicate più volte alla Regione Toscana in merito alla prosecuzione delle attività di gestione ad oltranza senza i necessari supporti giuridici, amministrativi e contabili, considera che l’attività di gestione posta in essere da un Ente “soppresso” o comunque in scioglimento - come deve definirsi l’Ente (ATC Pisa), ritenuto illegittimo dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 124 del 2016 al cui Comitato sono state attribuite funzioni commissariali temporanee, già sostituito con legge da altri Enti (ATC Pisa Est e ATC Pisa Ovest)  due a Pisa, quindici in Toscana - non può essere certamente quella di svolgere tutte le attività, per la maggior parte riconducibili a funzioni  gestionali e di programma, ma soltanto quelle tese in qualche modo ad assicurare lo svolgimento delle attività ordinarie, non rinviabili e comunque contingenti, con impegni derivanti da spese obbligatorie.

Dopo aver esaminato le normative relative agli Enti o agli Organismi di Diritto Pubblico, come più precisamente potrebbero essere definiti gli ATC, alla luce di una consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte dei Conti che ha più volte affermato in maniera granitica che ”… in tema di provvedimenti volti all’assunzione di impegni contrattuali sia verbali che scritti senza le previste disponibilità di risorse finanziarie (le entrate prossime sono destinate ai nuovi Enti istituiti), gli stessi provvedimenti siano affetti da nullità riconducendo il credito di chi ha fornito la prestazione od il servizio, sussistente direttamente in capo al funzionario o all’organo che ha assunto la deliberazione o ha disposto in merito facendolo rispondere personalmente, ritiene pertanto che il proseguire la propria attività assicurando l’esecuzione della sola ordinaria amministrazione, non rinviabile e comunque contingente, con impegni derivanti da spese obbligatorie possa procurare un danno alla gestione complessiva del territorio a caccia programmata, basti pensare alla impossibilità di effettuare l’immissione della selvaggina di qualità nel territorio a caccia programmata e nelle voliere e recinti di ambientamento delle Zone di Rispetto Venatorio.

Tali considerazioni più volte rappresentate alla Regione e senza che da Questa siano pervenute risposte esaurienti, ma soltanto comunicazioni lacunose sotto il profilo giuridico e carenti di cognizioni amministrativo contabili, hanno indotto il Comitato di Gestione, al fine anche di spingere la Regione a trovare una soluzione a tali problematiche, a rassegnare le proprie dimissioni.

Atc Pisa

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