I lavoratori della sede ACI di Firenze aderiscono allo stato di agitazione proclamato a livello nazionale dalle Organizzazioni Sindacali di Ente.
Si scusano con i cittadini per il disagio odierno e per quello che potrà generarsi nelle prossime settimane.
Il decreto legislativo per la razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà, approvato nel Consiglio dei Ministri di ieri pomeriggio, con un testo ancora solo parzialmente conoscibile, di certo non mantiene le promesse che sono state pubblicizzate sulla stampa:
non comporta alcun risparmio per l'utenza, perché il MEF non può rinunciare agli introiti dei bolli sugli atti, dovendo recuperare per la manovra correttiva di aprile circa 3,5 miliardi di euro;
rilascia il documento unico attraverso una procedura in due tempi, peggiorando quindi la situazione attuale, in cui è garantito il rilascio immediato;
indirizza di fatto il cittadino verso gli STA privati, che legittimamente esercitano la loro funzione, ma con costi maggiori rispetto al servizio pubblico finora assicurato dagli sportelli degli Uffici Territoriali ACI PRA;
rende possibile la privatizzazione di un Ente Pubblico con ricadute occupazionali che dovrebbero preoccupare il Ministro Madia, il Ministro Poletti e in genere il Governo, coinvolgendo sia i dipendenti ACI che i dipendenti delle società collegate.
Una riforma che doveva essere a costo zero e garantire un risparmio ai cittadini rischia di tradursi, se verranno confermate le notizie già riportate dalla stampa e l'impianto già “filtrato” dai boatos di Palazzo, in una controriforma a danno di cittadini e lavoratori.
A chi giova ?
I lavoratori della sede ACI di Firenze proseguiranno nello stato di agitazione per la tutela del servizio pubblico e dei livelli occupazionali e richiamano l'attenzione dei cittadini sulla reale portata della “riforma”.
I lavoratori della sede ACI PRA di Firenze
Fonte: Ufficio Stampa