Da un sistema di prima accoglienza, destinato a far fronte all’emergenza straordinaria, ad un sistema e ad un progetto articolato, gestito in maniera autonoma dall’amministrazione comunale, atto ad accogliere migranti con lo status di rifugiato. Il Comune di San Casciano punta a compiere un salto di qualità in tema di immigrazione. La giunta Pescini ha pubblicato un bando per la coprogettazione, l’organizzazione e la gestione dei servizi di accoglienza integrata nel territorio. Considerata l’imminenza della scadenza delle convenzioni in atto con la Prefettura di Firenze, il Comune prova a lanciare una nuova carta che corrisponde ad un’alternativa strutturata in materia di accoglienza. “L’obiettivo - annuncia il sindaco Massimiliano Pescini - è quello di realizzare il servizio di accoglienza, integrazione, tutela in favore dei migranti attraverso la creazione sul territorio di una struttura Sprar nell’ambito del progetto territoriale aderente al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati”.
Una nuova realtà che non si limiti a svolgere una funzione temporanea volta a sostenere l’emergenza straordinaria ma eroghi interventi, rivolti a coloro che già possiedono lo status di rifugiato politico, progettati e attuati in maniera autonoma dal Comune in collaborazione con il Terzo Settore. “Quando pensiamo ai percorsi di accoglienza più efficaci - dichiara l’assessore alle Politiche per l’integrazione Consuelo Cavallini - immaginiamo un sistema strutturato che permetta e promuova l’integrazione in favore dei migranti ai quali è stata concessa l’autorizzazione a rimanere in Italia, avendo già ottenuto la protezione internazionale. Stiamo parlando del passaggio successivo a quello attuale, denominato Sprar. Si tratta nello specifico del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali che attinge al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata”.
L’impegno dello Sprar assicura a livello territoriale, grazie al supporto e alla collaborazione della rete di associazioni locali, interventi di accoglienza integrata. Le azioni previste vanno oltre la sola distribuzione di vitto e alloggio e sono mirate alla realizzazione di misure di integrazione complementari che alternano formazione, inserimento lavorativo, accompagnamento verso l'autonomia abitativa, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
“Per fare un esempio – aggiunge l’assessore Cavallini - se la struttura attuale utilizzata per l’emergenza, l’Hotel Mary, si convertisse in uno spazio Sprar, avremo al massimo un gruppo di 26 persone, 8 in meno rispetto agli attuali, calcolato sulla base della superficie disponibile in rapporto ai parametri dei centri Sprar. E avremmo un gruppo da gestire in maniera diversa sul piano dell’integrazione, ci troveremmo di fronte infatti ad un livello superiore in termini di consapevolezza, di condivisione, di appartenenza al territorio vissuti e percepiti dai migranti e dalla nostra comunità.
Un esempio virtuoso di migrante, che in precedenza è stato ospite di un centro Sprar, è Moussa Faye (in foto) che l’amministrazione comunale porta a modello per l’atto eroico compiuto dal giovane africano in favore di una coetanea di Mercatale, estratta dall’abitacolo della sua auto in fiamme. A Moussa è stata appena consegnata una medaglia al valore nell’ambito di una cerimonia promossa dall’Ambasciata degli Emirati Arabi.

Fonte: Ufficio Stampa Associato del Chianti Fiorentino