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Rete Città Slow, 25 città da tutta Italia aderiscono all'iniziativa di Greve

Da Greve in Chianti si afferma e si estende il modello italiano del vivere slow. Ritrovare il gusto della vita nella lentezza, assaporare la semplicità delle tradizioni e delle produzioni locali riconoscendo e salvaguardando il valore e l’identità del territorio di origine. La filosofia della lumaca color arancio che ritrova se stessa nella pluralità delle esperienze incrociate lungo il suo cammino torna a dare voce a Greve e alle città italiane e internazionali che aderiscono alla rete del comuni slow. Un ruolo da protagonista per il territorio chiantigiano che nel 1999, ad opera dell’allora sindaco Paolo Saturnini, insieme a poche altre realtà italiane, si fece promotore della nascita del network e oggi continua a rafforzare gli obiettivi e i contenuti di un atteggiamento virtuoso che entra in ogni campo della vita e si fa stile.

Si sono aperte le iscrizioni per aderire ad uno dei pochi eventi italiani che riunisce sotto la stessa vetrina, in piazza Matteotti, cuore storico del Chianti, le produzioni tipiche locali delle città slow provenienti da varie aree dello stivale. Un viaggio dei sapori che da nord a sud attraversa la penisola e permette di valorizzare le risorse e le eccellenze di piccole grandi realtà che hanno saputo custodire il tempo e costruire la propria cultura sull’identità di un prodotto, di una radice enogastronomica che è diventata la cifra distintiva di quel territorio.

“Da oltre quindici anni la rassegna - dichiara l’assessore alle Attività produttive e al Turismo Gionni Pruneti - che ospitiamo con l’obiettivo di valorizzare il villaggio, sempre più aperto e internazionale, delle città slow è cresciuta nei numeri e nelle adesioni fino a raggiungere la presenza di oltre 25 comuni diversi. Anche quest’anno, in occasione della grande vetrina che si terrà il 13 e il 14 maggio, piazza Matteotti si riempirà di profumi, sapori e colori con gli stand dell’Italia che ama la buona tavola, la genuinità dei prodotti, la qualità e la cultura dell’accoglienza”.  All’appuntamento di Greve, promosso e organizzato dal Comune, sono attesi i campani Positano, con limoncello e ceramiche, e Caiazzo, rappresentato dalla pluripremiata mozzarella.  Tra i più affezionati anche Levanto in Liguria con il pesto fatto a mano e le acciughe, Abbiategrasso nel milanese che esporrà il proprio simbolo gastronomico, il gorgonzola, San Daniele e il suo inconfondibile prosciutto, Acqualagna e San Miniato rispettivamente centri di produzione di tartufo bianco e nero, Guardiagrele in Abruzzo con il suo pane a legna, Orvieto e la tradizione del vino bianco fino a Grumes nel Trentino, città slow famosa per le mele e la polenta.

La novità della quattordicesima edizione della mostra mercato dei prodotti enogastronomici ed artigianali delle Città del Buon Vivere è la presenza inedita di Ulvik, Norvegia, comune gemello di Greve che grazie al percorso di scambio e amicizia intrapreso con il Chianti, è entrato nella rete slow. La riscoperta dei ritmi più lenti coincide anche con l'attenzione ai temi del paesaggio e della natura, l'esaltazione delle tradizioni culturali. “La nostra è un’importante occasione di scambio e confronto – aggiunge il sindaco Paolo Sottani - in cui le città si promuovono non solo come mete e destinazioni ideali sul piano turistico. Intendiamo andare oltre e coniugare proposte di qualità e rendere attraenti le identità dei territori valorizzati sotto il profilo culturale, enogastronomico, artistico e ambientale”.

Le esperienze diverse puntano a obiettivi comuni tra cui il miglioramento del tessuto urbano e dei servizi, l'attenzione ai criteri di ecosostenibilità e da qualche tempo anche allo sviluppo delle produzioni biologiche. “Confrontandoci con il tavolo internazionale - conclude il sindaco - sono emerse le esperienze della Turchia e della Cina che con le loro produzioni bio hanno potenziato del doppio il reddito pro capite nelle città slow, segno che la crescita del biologico genera reddito, posti di lavoro e incrementa le potenzialità turistiche”. A Greve la viticoltura biologica certificata si attesta intorno al 33 per cento circa. A livello mondiale le città slow, facenti parte della rete, sono circa 200 di cui un'ottantina quelle italiane.

Fonte: Comune di Greve in Chianti - Ufficio Stampa

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