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Fdi sull'Istituto Matteotti: "Educazione gender, ci opponiamo assieme ai genitori"

foto di archivio

«L'istituto comprensivo Andreotti di Monsummano promuove un ciclo di incontri dall'innocuo titolo  " La condivisione dei lavori di cura e il mestiere degli insegnanti ".
E' andando a leggere gli argomenti dei vari incontri che alcuni genitori preoccupati ci hanno contattato: "Maschio per obbligo","Non solo principesse e cavalieri.." e così via.
Chiediamo al Comune , il cui nome appare tra i promotori, se questo sia un progetto di «educazione gender» indirizzato alle scuole che lo stanno già portando avanti, e a quelle che ne stanno programmando la realizzazione, come  sembrerebbe , perfino negli asili , mediante la diffusione ai bambini di libretti e altro materiale didattico, che con il pretesto della «lotta alla discriminazione», insegna loro a negare la naturale differenza sessuale, a identificarsi in qualsiasi «genere», sia esso transgender, omosessuale o bisessuale, equiparando la famiglia fondata sul matrimonio a quella «gay».
 
Cercando di normalizzare fin dall’infanzia qualsiasi comportamento sessuale, tali progetti  incontrano, oltre alla nostra,  anche l’opposizione dei molti genitori della Valdinievole contrari alla promozione di una «sessualizzazione precoce» dei loro figli, anche se pare auspicata nei presupposti degli «Standard sull’educazione sessuale in Europa» dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che stanno già trovando applicazione in diverse scuole italiane.
Chiediamo perché il Comune stia spendendo migliaia di euro  in questa campagna ideologica in sostegno  ad una deleteria “lotta alla discriminazione”quando ci risulta che nel suo territorio discriminazioni esistano davvero , molti sono casi di italiani ridotti a livelli inumani di sussistenza e per questo bisognosi di aiuti economici per sopravvivere I trattati del diritto internazionale sanciscono in modo chiaro e inequivocabile il diritto di priorità da parte dei genitori del genere di istruzione ed educazione da impartire ai loro figli, mentre adesso anche il Comune di Monsummano pare  caduto nel tranello del pericoloso utilizzo di progetti di educazione sessuale legati alla teoria di gender in cui  l’educazione all’affettività ha la tendenza a diventare sinonimo di educazione alla genitalità e alla masturbazione precoce, priva di riferimenti etico e morali, fin dall’età infantile.
Chiediamo che invece di aiutare il suo diffondersi, il Sindaco agisca sulle autorità scolastiche preposte perché non venga diffuso nelle scuole la promozione di una teoria che invita a scegliere (da Facebook) fra 56 diversi generi sessuali».

Responsabile Regionale Toscana
Dipartimento Tutela Vittime
di Fratelli d'Italia AN
Dottoressa Ilaria Michelucci

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