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Cooperativa Etrusca, Filcams: "A Pescia azioni scorrette, vogliamo trasparenza"

(foto gonews.it)

"Abbiamo appreso di iniziative unilaterali che assurdamente la società cooperativa Etrusca di Pescia, che ha comunicato la chiusura dell’attività al sindacato, sta mettendo in atto e a nostro giudizio sono scorrette e penalizzanti per i lavoratori".

È lo sfogo di Umberto Marchi della Filcams Cgil di Pistoia: "I lavoratori devono essere rispettati, la gestione della società è stata probabilmente sbagliata, il personale a causa di questa gestione si trova senza lavoro e la società invece di cercare di avviare procedure per cambi di appalto cercando di dare continuità e stabilità lavorativa a quei lavoratori che per questa cooperativa si sono sempre sacrificati anche economicamente, cercando di salvarla e conseguentemente salvare il proprio posto di lavoro, apprendiamo invece che la società lascia i lavori senza comunicare che il personale potrebbe essere assunto dalla società subentrante nei vari appalti come prevede il contratto.

Siamo sbigottiti continua il sindacalista, solitamente le società quando perdono un appalto o si trovano in queste gravi condizioni, pensano al personale cercando di dare loro continuità, in questa società da quanto ci dicono non è cosi.

Non è il nostro ruolo, ma invitiamo ugualmente i clienti di Etrusca lasciati senza servizio, a comunicare alla società subentrante di assumere il personale proveniente da Etrusca che per anni ha lavorato sul proprio sito conoscendo bene tutte le dinamiche, restiamo a disposizione per chiarimenti e per effettuare il cambio di appalto, non importa dove lavorano, importa solo che continuino a farlo.

Etrusca ha aperto la procedura di mobilità che da quest’anno è cambiata e fa riferimento alla NASPI che altro non è che la vecchia disoccupazione, ma ci sembra non conoscesse minimamente di cosa si trattasse, un procedura nuova entrata in vigore solo da un mese, si risparmiano diversi soldi rispetto alla vecchia, ma qualcosa si deve comunque spendere e invece percepiamo che non si voleva spendere niente, notiamo infatti l’interesse solo a non mettere in liquidazione coatta amministrativa la società.

Noi non possiamo ne vogliamo regalare oltre, indiscutibilmente il personale vuole il proprio TFR, più altri soldi previsti in proceduta, o accordo con soldi subito, o inevitabilmente e inesorabilmente vanno in fallimento, unica strada per andare a prenderceli.

Ci sono cose che non ci convincono conclude Marchi e quindi verificheremo la situazione con i nostri legali a tutela del personale, abbiamo appreso anche che invece di effettuare le pulizie, in realtà faceva anche altro fornendo personale per fare lavori diversi e che niente avevano a fare con le pulizie".

Fonte: Filcams-Cgil Pistoia

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