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Opg, gli internati saranno trasferiti tra qualche settimana. Quale sarà il futuro della struttura?

OPG

(foto gonews.it)

Circa una settimana fa il commissario unico per il superamento degli Opg Franco Corleone aveva assicurato che l'ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino avrebbe chiuso i battenti oggi, venerdì il 27 gennaio: la struttura, però è ancora aperta.

La chiusura dell'Opg, almeno per quel che riguarda il processo di dismissione vero e proprio, e l'eventuale definizione di un utilizzo alternativo per la Villa, sembra lontana, soprattutto per i tempi previsti dall'iter burocratico.

Sul futuro della struttura, a dire il vero, pesa anche il fatto che non è stato ancora firmato un decreto del Ministero che cambi la destinazione di quell'immobile a fini non detentivi. Esisterebbe una sorta di 'tabella di marcia' che porterà ad una ridefinizione dell'uso della struttura. Ma qualunque sia il progetto per la Villa Ambrogiana per il momento questa è un carcere di proprietà del Ministero della Giustizia.

Altro discorso, invece, è il trasferimento degli internati che dovrebbe effettivamente essere portato a termine nelle prossime settimane. Così la direttrice del carcere Antonella Tuoni: "Entro pochi giorni gli internati saranno trasferiti, poi inizierà l'iter di dismissione dell'opg. Ad oggi, però, non siamo in grado di sapere quanto tempo occorra, né quale sarà il futuro della Villa"

Gli internati.

Nella struttura sono ancora presenti 4 internati: 2 di queste saranno trasferiti la prossima settimana alla REMS di Volterra, un'altro è in attesa di un'udienza (potrebbe ottenere la libertà vigilata), mentre per l'ultimo si starebbe attendendo la disponibilità di posti della REMS di Volterra. Questo percorso dovrebbe quindi concludersi a breve.

All'interno della struttura sarebbero presenti anche altri 3 detenuti con 'Infermità psichica sopravvenuta al condannato' (Art.148 codice penale), ossia detenuti che mentre scontavano la condanna hanno ottenuto l'infermità psichica e, secondo la vecchia legislazione, dovevano essere trasferiti negli ospedali psichiatrici. La nuova normativa, invece, prevede che questi siano trasferiti in specifiche articolazioni di sanità mentale nei carceri. In questo caso si sta attendendo di capire quali siano le strutture adeguate per accoglierli.

Il carcere e la Villa.

È noto che l'indirizzo 'politico' sia quello di "restituire la Villa alla comunità", ossia di valorizzare l'immobile come patrimonio culturale del Comune di Montelupo Fiorentino, escludendo, quindi, l'utilizzo della struttura come carcere. In tal senso sta lavorando l'amministrazione comunale e questo è il percorso che il provveditore starebbe cercando di portare avanti.

I progetti sono tanti e saranno oggetto di una discussione anche nel corso di un incontro che si terrà il 6 febbraio in Comune, e alle quali parteciperà anche la rappresentanza del carcere.

Ma come anticipato ad oggi non esiste un decreto firmato dal Ministero che cambi la destinazione di uso di quella struttura o che ne trasferisca la proprietà. In attesa di questo il futuro della Villa resta incerto. A rigor di cronaca va detto che il recente trasferimento delle aree limitrofe l'Opg nelle mani del Demanio indica che questo passaggio di consegne ci sarà anche per la Villa. Siamo comunque in attesa di una certezza.

Ad avanzare dubbi sul progetto è però la direttrice del carcere Antonella Tuoni, anche se lo fa "in veste di cittadino e non di direttrice dell'opg di Montelupo".

"Come direttrice del carcere - spiega - mi devo attenere alle decisioni prese e devo portare avanti il mio lavoro, come cittadina auspico che la politica faccia un passo indietro. La struttura può ospitare 150 detenuti e potrebbe essere usata come un carcere di bassa sicurezza. Sono stati spesi circa 7,5 milioni di euro per adeguare la struttura, ad esempio con l'impianto di aspirazione fumi, e mi sembra che non abbia senso l'idea di dismettere il carcere. Mantenere una struttura detentiva nella Villa è in linea con la spending review e permetterebbe di non aver buttato via denaro. Inoltre questa none escluderebbe la restituzione della Villa alla comunità, perché una parte potrebbe sempre essere visitata e valorizzata in funzione culturale"

 

 

 

 

 

Giovanni Mennillo

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