In questi giorni, sui giornali pistoiesi, ci è capitato di leggere lo stizzito commento del regista Giuliano Scarpinato a proposito delle critiche che si sono levate in città nei confronti del suo spettacolo Fa'afafine: una censura che sarebbe stata operata da parte di leggendari «terroristi del gender» che popolerebbero la città facendola ripiombare nei “secoli bui” del Medioevo. L'associazione Generazione Famiglia e il Comitato Difendiamo i Nostri Figli - in accordo con l'opinione di eminenti pedagogisti - avevano evidenziato con pacatezza la carenza di valore educativo in uno spettacolo che, nel rivolgersi a bambini e ragazzi, presenta come ideale l'incertezza dell'identità sessuale e quindi personale . A ciò si aggiunga la stereotipata rappresentazione dei genitori del protagonista Alex, incapaci di condurre il figlio alla scoperta di sé.
A parte la rozza e discutibile denigrazione del Medioevo, al quale dobbiamo invece buona parte delle bellezze artistiche della nostra città, ci turba la paradossale incapacità di tollerare il dissenso da parte di chi si erge a moralista e maestro di rispetto : eppure negare il diritto di pensare in maniera diversa ha in sé il germe dell'odio. Più volte anche noi abbiamo dovuto far ricorso alle forze dell'ordine per difendere il nostro diritto di espressione, ma non è nel nostro stile ricambiare l'ostilità e operare censure: noi di Generazione Famiglia e Difendiamo i Nostri Figli abbiamo solo ribadito il diritto dei bambini a essere tutelati tramite una corretta informazione che interessasse scuole e famiglie . Le scuole hanno deciso di non aderire, tanto che gli organizzatori hanno spostato l'orario di uno degli spettacoli, forse nella speranza di riempire il teatro senza peraltro riuscirci. Ma la responsabilità dell'insuccesso non è da addossare a chi ha mosso critiche a Fa'afafine. L'insuccesso è scritto nella lotta al principio di realtà che , coerentemente all’ideologia gender , pervade tutta l'opera , nell'elmo di Thor indossato sull'abito da principessa che rappresentano l’esito della vicenda e che insieme fanno scempio della vita di Alex, alienandola in un conflitto senza redenzione.
E chi, come noi, alla fine si è affezionato al piccolo protagonista, non sopporta di vederlo strumentalizzato così da chi dice di v olerlo proteggere: Fa'afafine è il problema, non la soluzione, per le persone come Alex. Secondo Scarpinato il gender è uno spauracchio da estremisti, ma qui di estremo c'è solo l'incoerenza di chi come lui propone il «superamento del sistema binario» maschile e femminile per poi negarlo un attimo dopo nella stessa dichiarazione . Noi, che non abbiamo il fine di piegare il pensiero delle persone ma solo quello, nel nostro piccolo, di informarle, ci auguriamo davvero che la non accoglienza di Fa'afafine a Pistoia sia dovuta alla consapevolezza che la capitale della cultura e i bambini che la abitano meritano qualcosa di meglio .
Generazione Famiglia e Comitato Difendiamo i Nostri Figli