Il sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini, ritorna con decisione sulla questione del sotto-dimensionamento del nuovo ospedale di Prato e lo fa l'indomani dell’annunciata sospensione dall’incarico di direttore generale del dottor Paolo Morello Marchese.
"La questione dell'ospedale S. Stefano non è solo un problema pratese, ma riguarda tutto il territorio provinciale. Per questo motivo chiederò alla Società della Salute, a nome di tutti i sindaci dell'area, di farsi promotrice di un incontro con il dottor Emanuele Gori, che dal 1 febbraio assumerà le funzioni del direttore generale dell'Usl Toscana Centro, per cercare soluzioni adeguate per far funzionare al meglio la struttura. Il problema è serio e serve l'impegno di tutti. Come sindaco del secondo Comune più grande della provincia sento la necessità di portare il punto di vista degli enti locali e del disagio affrontato quotidianamente dai nostri concittadini".
Per Lorenzini al nuovo ospedale di Prato i problemi non sono di tipo organizzativo, quanto più dovuti alla mancanza di spazi adeguati, dove gestire gli accessi e le degenze, "tant'è vero che , dopo la decisione di utilizzare gli spazi di chirurgia, i cittadini ci riferiscono un rallentamento di interventi già programmati». Il ragionamento del primo cittadino di Montemurlo ritorna così sull'impegno per la costruzione della palazzina di fianco al nuovo ospedale:« Dal Governo dovevano arrivare 5 milioni di euro per realizzare l'ampliamento dell'ospedale e dare così risposte concrete alla mancanza di spazi e posti letto.
Qualcuno, qualche tempo fa, questi soldi li aveva garantiti e ora che fine hanno fatto? - si chiede Lorenzini – Nell'attesa di avere a disposizione la nuova struttura, torno a ribadire la mia posizione: troviamo nel vecchio ospedale una struttura adeguata che possa garantire posti posti letto per le cure intermedie. Noi sindaci abbiamo il dovere di pretendere maggior impegno da parte della Regione, affinché realizzi strutture sanitarie adeguate sul territorio, così come era stato previsto dal progetto originale del nuovo ospedale che non ha trovato completa realizzazione, strutture che sono la “gamba” che manca a questo ospedale per funzionare bene".
Lorenzini ricorda anche che Montemurlo aveva dato la disponibilità all'Usl del piano superiore del distretto socio-sanitario di via Milano per la creazione di un presidio della salute pubblica sul territorio, un'alternativa al pronto soccorso per le necessità di assistenza più lievi.
"Il dialogo con la Usl è andato avanti diversi anni, ma, purtroppo, non ha portato a nulla di concreto, tanto che abbiamo dovuto pubblicare un bando per dare la struttura in affitto ai privati. - conclude Lorenzini - Nel colloquio che avremo con il dottor Gori ho intenzione di affrontare anche questa problematica: senza punti di salute pubblica diffusi sul territorio, la congestione del nuovo ospedale non si risolve.
Serve una rete di assistenza territoriale per la gestione delle “dimissioni difficili” in grado di sostenere le famiglie, che purtroppo oggi, in molti casi, si trovano sole a organizzare il decorso post ospedaliero dei propri congiunti. Servono strutture intermedie per la gestione di esigenze di salute più lievi, che possono essere risolte senza il ricorso all'ospedale e in questo senso i medici di famiglia potrebbero avere un ruolo fondamentale. La Regione Toscana deve avere più coraggio e deve perseguire con forza questa strada".
Fonte: Comune di Montemurlo - Ufficio Stampa
