Lo spazio del Centrum in Viale Piaggio venerdì 20 gennaio sarà popolato dai “Regards” (“Sguardi”) del pittore marocchino Elazhar e da ritmi di Rumba, rock, pop e flamenco suonati dello spagnolo El Chinchilla di Alcázar de San Juan.
El Chinchilla, cantante e compositore, ha cominciato la sua carriera musicale nel 1996 formando il gruppo rock Arrasando Zepas. Dopo tanti dischi e concerti con questa band, nel 2005 ha inciso il suo primo disco da solista coinvolgendo artisti come Dani (Despistaos), Raúl (Los Galván) e Miguel (Doctor Sapo).
In questo primo lavoro con il nome di El Chinchilla domina la rumba e già nei testi entrano i temi che sempre lo accompagneranno: la vita, l'amore e il disamore, la campagna e la libertà.
Alla fine del 2009 lancia il suo secondo lavoro, “El escote del pecao”composto da 11 nuovi temi musicali tra ritmi rumba, rock, pop e flamenco con la collaborazione del venezuelano Jose Luis Moran "El Gato Salsero". El Chinchilla è un artista a tutto tondo, si dedica infatti anche alla pittura e compone canzoni per altri artisti insieme a Juan Mari Montes: Cómplices, José Mercé, Ana Belén, Los Chichos, Malú, etc.
Nel settembre del 2011 esce l’album “Libre”, che ha come biglietto da visita il singolo omonimo “Libre”, tutta una dichiarazione di intenti. Con questo disco realizza un tour in Repubblica Ceca. Nell'aprile del 2014 vede la luce il suo quarto disco chiamato “La hora flamenca”, con il tema “Vistiendo santos” come primo singolo. L'album include la collaborazione di Miguel Campello ‘El Bicho’, Enrique Heredia ‘Negri’ o Las Negras.
Venerdì sera El Chinchilla ripercorrerà per il pubblico del Centrum i brani più importanti della sua lunga carriera. Intanto nella stessa serata sarà inaugurata la mostra “Regards” dell’artista marocchino Abdelkarim Elazhar formatosi nelle Scuole di Belle Arti di Tetouan, Bruxellles e Liegi.
L’artista ci svela una dimensione che trasforma l'uomo in ciò che è: un voyeur che interpreta il mondo che lo circonda, che si muove nelle situazioni in risposta ai messaggi che il suo organo visivo - l'occhio- gli invia. L'occhio che esamina il mondo, che si sorprende, che si rattrista o si allegra, l'occhio che fa si che esista e che gli da coscienza della sua esistenza.
La sua è una pittura dominata dall’occhio: l'occhio che ci osserva, che acquisisce la forma della foglia di una pianta, di una finestra, che riempie per intero la mente o il corpo. ll mondo è nulla, sempre caotico quando è lontano dalla vista, è incomprensibile e incerto quando non si trova illuminato dalla visione dell'occhio.
Il simbolo dell'occhio è presente in tutte le culture. Coscienza morale per alcuni, fonte del malocchio per altri, fattore di complicità o di indiscrezione per altri ancora, è sempre un simbolo che implica apprensione, perfino timore e angustia. Nelle composizioni di Elazhar l'occhio è intrigante. Su uno sfondo blu, è l'unico segnale di vita sui volti. Il suo è un universo angusto che paradossalmente ha la particolarità di tranquillizzarci. Tutto va bene, l'occhio vigila.
Venerdì, 20 gennaio – ore 22:00 – ingresso libero
Mostra aperta fino al 4 marzo 2017
Apertura: dal lunedì al sabato dalle 07h alle 19h e domenica dalle 10h30 alle 13h30.

Fonte: Ufficio Stampa