Forza Nuova, è da sempre contraria a qualsiasi progetto di ideologia gender nelle scuole. Sovente l'intellighenzia del pensiero unico ha attaccato Forza Nuova, accusandoci di ( testuali parole ) " aver inventato la teoria del gender ". Dunque il gender, secondo i promotori del pensiero unico non esiste. Fino a quando, non si scoprono iniziative subdole come quella messa in atto a Pistoia, nell'ambito della rassegna teatrale Piccolo Sipario, dedicata ai bambini da 10 anni In su.
Un bellissimo e innocente spettacolo dal titolo " Fa'afafine - Mi chiamo Alex e sono un dinosauro " Prodotto dal Teatro Stabile di Napoli e dallo Stabile Friuli Venezia Giulia, andrà in scena a Pistoia il 26 e 27 gennaio prossimi. Spettacolo che tratta di temi come omosessualità, diversità, rapporti conflittuali con i genitori e coetanei. Il tutto innocente mente camuffato come spettacolo che tratta di bullismo.
Riteniamo agghiacciante che la visione di questo spettacolo, chiaramente attuato e concepito con il solo scopo di indottrinare bambini a ideologie perverse e chiaramente contro natura, sia esclusivamente a discrezione del corpo docente, senza una previa consultazione dei genitori.
Forza Nuova dice no a questo ennesimo scempio, riservandosi di attuare ogni iniziativa necessaria al fine di impedire la visione di questo ennesimo "film dell'orrore" , che non ha assolutamente alcun fine educativo, ma al contrario serve come testa di ponte, per lo sdoganamento del cambio di genere e di identità sessuale. Per questo , Forza Nuova, eleva sempre piu' alto il grido " No al gender ".
Firma Forza Nuova Pistoia - Ufficio Stampa
SPETTACOLO GENDER AL TEATRO BOLOGNINI. ELENA BARDELLI (FDI-AN): "L'IDEOLOGIA GENDER STIA FUORI DALLA SCUOLA"
Lo spettacolo teatrale "Fa' afafine" usa come "lasciapassare" per entrare nelle programmazioni scolastiche il fatto che abbia ottenuto un riconoscimento prestigioso vincendo il Premio "Scenario Infanzia 2014". È appurato che abbia vinto il premio.
Ma nel bando di concorso era precisato esplicitamente questo: “Si privilegeranno .... i progetti che dimostrino di uscire dalle demarcazioni e dagli standard di genere, assumendosi il rischio dell’esplorazione, della contaminazione e degli sconfinamenti”. La pièce in questione è risultata quindi vincitrice perché si è distinta in ambito squisitamente gender, con la finalità espressa e precipua della lotta agli stereotipi maschili e femminili.
Il ministro Giannini aveva dichiarato in una circolare ufficiale che l’ideologia gender non deve essere utilizzata come metodologia per prevenire o contrastare il bullismo e la violenza di genere, minacciando di adire a vie legali contro chiunque affermasse che il Ministero della Pubblica Istruzione approva tale teoria nell’istruzione.
Evidentemente ci prendeva in giro oppure adesso si osa di più visto che l'attuale ministro è la principale sostenitrice dell'introduzione del gender nelle scuole.
Le amministrazioni comunali infatti continuino a finanziare con soldi pubblici questo tipo di progetti che le istituzioni scolastiche includono tranquillamente nei loro piani dell'offerta formativa, presentandoli come attività didattiche volte a educare al rispetto e all'accoglienza solo per strappare il consenso alle famiglie.
Stiamo assistendo ad una vera e propria imposizione del pensiero unico dominante a partire dai luoghi di formazione delle nuove generazioni mediante una usurpazione, effettuata con l'inganno, del ruolo insostituibile dei genitori e del loro sacrosanto diritto di scegliere la linea educativa ritenuta più giusta per i propri figli, soprattutto in ambito affettivo e sessuale.
Al di là dei pareri di autorevoli psicologi- condivisibili o meno- sulla bontà dello spettacolo teatrale, come insegnante, oltre che come consigliere comunale, dico no a questo subdolo tentativo di colonizzazione ideologica, invitando le famiglie ignare e perplesse a dissentire.
