L'INTERVENTO DI ALESSANDRO TOMASI
A Pistoia non potevamo farci mancare uno spettacolo teatrale che propone la teoria gender tanto cara agli ambienti radical chic della nostra città. A proporlo è l’Associazione Teatrale Pistoiese, ente finanziato con soldi (tanti) pubblici nell’ambito della rassegna Piccolo Sipario al Teatro Bolognini. Questo spettacolo è destinato alle classi a partire dalla scuola secondaria di I grado e si possono accettare anche le classi V della scuola primaria.
Dalla presentazione si capisce subito di cosa si tratta: “Alex è un bambino di 8 anni e non ha ancora deciso se essere un maschio od una femmina...".
Trovo pericoloso che un ente come l’ATP si proponga di divulgare i nostri figli la teoria gender e scorretto che lo si faccia passare come uno spettacolo che educa contro il bullismo, all’educazione sessuale e alla tolleranza. Lo spettacolo in questione , su un tema tanto delicato come l’identità sessuale, non ha infatti niente a che vedere con l’insegnamento del rispetto e al riconoscimento delle libertà individuali. Mi sembra invece un ulteriore mezzo di propaganda di un’ideologia cara a certi ambienti radical chic alla ricerca di una smarrita identità politica-
Da padre trovo agghiacciante il fatto che si vogliano imporre certe visioni ai bambini senza averne debitamente discusso con i genitori e aver ottenuto il benestare. Non condivido la teoria gender, questo vale per me, ma mi chiedo se la famiglia abbia il diritto di decidere quale educazione e formazione debbano avere i propri figli.
Quello che più mi fa imbestialire è quando qualcuno cerca di sostituirsi al ruolo dei genitori in nome di presunte superiorità intellettuali e morali.
L'INTERVENTO DI ELENA BARDELLI
E’ approdato anche a Pistoia lo spettacolo teatrale a tematica gender “Fa’ afafine”, inserito all’interno della rassegna “Piccolo Sipario” dell’Associazione Teatrale Pistoiese, in programmazione al Piccolo Teatro Bolognini il 26 e 27 gennaio prossimi. La pièce, destinata in orario scolastico ai ragazzi delle quinte classi elementari e delle scuole medie, propone la storia di un bambino di genere non conforme (ossia che non si identifica in un sesso o nell’altro) innamorato del proprio amico, alle prese con un rapporto di conflittualità con i propri genitori, all’inizio isterici ed urlanti e poi alla fine amorevolmente accondiscendenti.
Lo spettacolo, oltre che offrire la classica teoria gender per cui ciascuno può essere libero di sentirsi maschio o femmina indipendentemente dal proprio sesso biologico, con la volubilità che preferisce, e pretendere anche di essere corrisposto in una relazione affettiva, cerca pure di destabilizzare le figure genitoriali come punti di riferimento dei bambini, presentandoli come nemici o comunque come esseri incapaci di suggerire un giusto percorso di crescita ai propri figli.
Ancora una volta il pensiero gender cerca di insinuarsi subdolamente nel mondo della scuola, questa volta assumendo il volto di un progetto “utile” che vorrebbe avvicinare i ragazzi al mondo del teatro e allo stesso tempocontrastare il fenomeno del bullismo. E che motivo c’è di affrontare queste tematiche sessuali, per di più con studenti di età infantile, per educare al rispetto e all’accoglienza? Prima di aderire al progetto le scuole hanno informato dettagliatamente le famiglie sul contenuto e le finalità della pièce, visto che i genitori sono i primi educatori dei propri figli, soprattutto su tematiche così delicate, legate alla sfera affettiva e sessuale?
Il Comune di Serravalle risulta socio dell’Associazione Teatrale Pistoiese - che peraltro gestisce l'attività del Teatro Francini di Casalguidi- destinando a quest’ultima la quota annuale di circa 2300 euro. L’Amministrazione è al corrente della programmazione di questo spettacolo teatrale, destinato anche alle classi elementari e medie del nostro comune? Ne condivide la finalità e l’intento? Si è preoccupata che alle famiglie sia stata fornita opportuna comunicazione?
Con una interrogazione chiederemo presto conto alla giunta comunale dei soldi spesi annualmente per aderire all’ATP -appurato che il loro utilizzo è finalizzato alla diffusione di dottrine così pericolose per lo sviluppo psico-affettivo dei nostri figli - considerando per di più che si tratta di denaro pubblico sottratto a servizi certamente più utili e urgenti per la collettività.
