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Case popolari, Bardelli (FdI-An) risponde a Mungai: "Da parte nostra nessun manifesto politico"

Ieri sera è stato approvato a maggioranza, con la nostra astensione, il regolamento comunale per l'assegnazione degli alloggi ERP. Viene introdotto come requisito per l'accesso ai bandi, secondo la legge regionale 41/2015, la residenza quinquennale nel territorio regionale. Si tratta sicuramente di un passo avanti rispetto alla normativa  precedente, che non prevedeva alcun vincolo di residenza, anche se ciò a nostro avviso non basta. Per raggiungere un livello di maggiore equità occorrerebbe richiedere la residenza di almeno cinque anni non tanto nel territorio regionale, ma all'interno del comune, dal momento che i bandi previsti  e le relative graduatorie sono comunali o intercomunali. A differenza della legge 96/1996, quella attuale non consente ai singoli comuni di intervenire, con intento correttivo, aggiungendo ai criteri già fissati a livello regionale ulteriori criteri rispondenti ad esigenze e peculiarità locali, come quello dell'anzianità di residenza; la facoltà  di integrare i requisiti  adesso risulta  di esclusiva competenza  della Regione Toscana. Eppure la possibilità di prevedere un punteggio a seconda degli anni di permanenza nel comune  rispetterebbe maggiormente il principio di ragionevolezza e di riequilibrio sociale, riconoscendo la dovuta attenzione a coloro che sono  nativi del luogo o che comunque hanno instaurato rapporti solidi con la comunità civile in cui sono inseriti. Non si tratterebbe di un comportamento discriminante nei confronti degli stranieri, poiché sarebbe una regola trasversale, ossia valida per tutti quelli che presentano richiesta, siano essi nati in Italia siano essi provenienti da altri Paesi: a parità di situazione di disagio fanno giustamente la differenza gli anni di residenza nel territorio comunale, grazie ai quali si acquisiscono diritti in più.

Fino ad oggi il comune di Serravalle Pistoiese non ha mai avuto un regolamento per la gestione dell'assegnazione delle case popolari, facendo per questo diretto riferimento alla legge 96/1996, ma ignorando la prerogativa  di ricorrere a criteri aggiuntivi che essa  gli riconosceva. Il risultato è il seguente: a fronte della presenza dell'8% di stranieri sulla popolazione totale, nell'ultima graduatoria - risalente al 2013-  ben 17 soggetti su 36 aventi diritto ( quindi quasi il 50%) sono immigrati. In più dal 2013 ad oggi cinque degli otto alloggi assegnati sono stati destinati ad extracomunitari. Il sindaco ha definito la nostra analisi un "manifesto politico", non conforme a verità: peccato che i dati siano però quelli forniti dagli uffici comunali, e quindi quelli reali, a meno che non siano i funzionari ad averli inventati. Inoltre ha dichiarato di aiutare chi ha bisogno senza guardare alla provenienza: fatto sta che, considerando la graduatoria, a rimetterci sono sempre le famiglie serravalline in difficoltà  Mungai per opportunità politica intende negare perfino l'evidenza?
Auspichiamo che con l'adozione del regolamento l'Amministrazione controlli in modo puntuale e scrupoloso il possesso dei requisiti dichiarati da chi presenta domanda,  tra cui per la prima volta è contemplata anche per gli stranieri l'assenza di diritti di proprietà su immobili nei paesi di origine da certificare obbligatoriamente da parte degli Stati interessati tramite i consolati e le ambasciate italiane all'estero.

Elena Bardelli
Consigliere Comunale Fdi-An

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