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Migranti, Parisi: "Su Cie Rossi persevera nell’errore, restano la miglior soluzione a 'emergenza strutturale'. Stupisce anche freddezza di FI"

Massimo Parisi

“Molto si può contestare al presidente Rossi, ma non che pecchi di incoerenza: sbagliava a contestare i Cie quando, sette anni fa, si prospettò l’ipotesi di realizzarne uno in ogni regione, sbaglia oggi a bocciare la proposta del ministro Minniti. Una sottile linea rossa che parte da lontano, quando da sindaco di Pontedera concesse, ‘contra legem’, l’autorizzazione a un mercato abusivo di polacchi. Sono passato oltre venti anni da allora, ma l’approccio di fronte al tema immigrazione pare sempre lo stesso”.

Così il deputato di Ala-Scelta civica Massimo Parisi a commento delle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Giunta regionale toscana Enrico Rossi sulla possibile riapertura dei centri di identificazione ed espulsione.

“Di fronte a una situazione che si aggrava di giorno in giorno e al sostanziale fallimento della gestione del fenomeno migratorio e dell’accoglienza sin qui attuata – con tanto di proteste di numerosi sindaci, anche e soprattutto di centrosinistra - i Cie rappresentano la risposta più logica ed efficace a quella che paradossalmente potremmo definire un’emergenza strutturale: un luogo di breve permanenza in vista o del rilascio dello status di richiedente asilo o dell’espulsione. Naturale che a ciò debbano accompagnarsi altre misure: per restituire ai Cie la loro funzione originale occorre accorciare i tempi per l’identificazione dei migranti e il riconoscimento del loro status giuridico, e attendiamo che il ministro Orlando ottemperi all’impegno preso in tal senso”, prosegue il deputato.

“Stupisce inoltre il silenzio di Forza Italia in Toscana di fronte all’intervista del presidente Rossi e la generale freddezza nei confronti della proposta del ministro Minniti da parte degli esponenti nazionali azzurri. I Cie sono una battaglia storica del centrodestra e sostenerne un loro ritorno, a prescindere dal colore politico del governo, significherebbe rivendicare la bontà delle proprie idee e rafforzare la ragione sociale del movimento. Ma evidentemente passare alle cose concrete è più faticoso che rilanciare polemiche sterili”, conclude Parisi.

Fonte: Ufficio stampa on. Massimo Parisi

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